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Mi raccomando: non usare Facebook

L'opposizione egiziana si organizza via Internet, ma usa la vecchia email per distribuire documenti, visto che Facebook e Twitter sono tenuti d'occhio dai servizi di sicurezza. Un bel resoconto di Yasmine El Rashidi sulla New York Review of Books.

A 26-page PDF “manual to the Egyptian revolution” was circulating by email. “It contains a list of tools, clothes, marching routes and so on,” the email said. “Please spread using only email, home printers, and local photocopiers. Do not spread using Facebook or Twitter as they are heavily monitored by Egyptian intelligence.”

NYRBlog


Nulla resterà non pubblicato

Bene, la campagna elettorale per la Casa Bianca (stiamo parlando di un voto che si terrà il primo martedì di novembre del 2012) è già iniziata senza essere davvero iniziata. E questa volta - grazie ai siti specializzati nella politica USA, come Politico, Talking Points Memo e RealClearPolitics - la copertura media sarà asfissiante.  Il New York Times fa l'esempio di Tim Pawlenty che da ex governatore del Minnesota e probabile candidato per le primarie repubblicane ha già una giornalista-blogger che lo segue 24/7.

Tim Pawlenty, the former Minnesota governor who is flirting with a bid for president, has none of the usual campaign accoutrements. No tour bus, campaign manager or yard signs. Few Americans, in fact, even know his name. What Mr. Pawlenty does have is a beat reporter from Politico chronicling every utterance and movement of his noncampaign: a 25-year-old named Kendra Marr, who followed him through subzero temperatures last week equipped with a salt-coated Chevrolet Malibu rental, a laptop and a hand-held video camera.

New York Times


Perché la search neutrality non può funzionare

Secondo James Grimmelmann è il concetto - o meglio la serie di concetti che condividono una somiglianza di famiglia e formano l'alveo semantico del concetto di search neutrality - che è contraddittorio.

Search neutrality may have noble goals, but it could do a great deal of harm to the Internet. Spammers and black-hat search-engine-optimizers would love it if Google were required to use a uniform, fully transparent algorithm. Low-quality websites would love to cry “search neutrality” any time they lose in the rankings to better websites that users like more. In both cases, search engine users would be the real losers.

The Laboratorium via Joho the Blog


Ops, stanno torturando il mio beta-tester

Non c'è nulla di male nel rendere disponibile un software ancora in fase di sviluppo  e chiedere un aiuto agli utenti per migliorarlo. Sarebbe meglio, però, non farlo quando il software dovrebbe servire per eludere la censura di un regime oppressivo che controlla gli accessi a internet - come l'Iran - e i tuoi beta-tester sono dissidenti che rischiano la prigione o peggio perché tu gli hai consegnato un programma pieno di bachi. In sintesi: la triste storia di Haystack.

BoingBoing


Ambasciatore di morte con un messaggio di pace e fraternità

Il New York Times, pubblica Schott's Vocab, il blog di Ben Schott - quello della miscellanea - sulle parole e le frasi d'attualità. Ieri Schott ha trovato questa perla di Mahmoud Ahmadinejad che stava parlando del nuovo aereo senza pilota - un  drone -  iraniano.

The jet, as well as being an ambassador of death for the enemies of humanity, has a main message of peace and friendship.

New York Times


Danni collaterali

Dopo la faccenda di WikiLeaks  Charles E. Schumer e  Dianne Feinstein non sono più così sicuri della validità  erga omnes della "shield law" che stanno elaborando.

Senators Charles E. Schumer and Dianne Feinstein, Democrats of New York and California, are drafting an amendment to make clear that the bill’s protections extend only to traditional news-gathering activities and not to Web sites that serve as a conduit for the mass dissemination of secret documents. The so-called “media shield” bill is awaiting a vote on the Senate floor.

Almeno negli Stati Uniti il dibattito si è sviluppato a partire da una cosa seria e non da quattro sciroccati che si scambiano insulti su Facebook che è un po' come aver avuto dubbi sulla libertà di parola dopo aver sentito un microfono aperto di Radio Radicale ai tempi.

New York Times