Scienza

Colazione su Marte

La Nasa si sta ponendo il problema di cosa far mangiare agli astronauti in viaggio per Marte.

Imagine having to pack more than 6,570 breakfasts, lunches, snacks and dinners all at once -- enough meals to feed six people every day for more than three years. Imagine preparing all these meals with an allotment of 3.2 pounds of food per person per day, about one-third less than the average American eats each day on Earth. Imagine that each dish needs to have a five-year shelf life. And imagine having to transport all the meals to a dining table 55 million miles away, where cooking equipment will be rudimentary at best.

Pare che comunque abbiano escluso l'ipotesi del cannibalismo.

Los Angeles Times


Melarance a colazione

Di solito il "Lunch with" vale il prezzo dell'edizione del FT. del fine settimana Quello con Jared Diamond è imperdibile.

The average per-person consumption rate in the first world of metal and oil and natural resources is 32 times that of the developing world,” says Diamond. “That means that one American is consuming like 32 Kenyans.” The problem is not the number of Kenyans, the problem is when Kenyans or, more pressingly, big developing countries such as China, gain the ability to consume like Americans.

Financial Times


Lo stato delle cose

  • Apple annuncia che è stata scaricata la miliardesima applicazione per iPhone/iPod Touch. (TechCrunch)
  • Per la prima volta in 23 anni i profitti della Microsoft sono in caduta rispetto all'anno precedente. (NYT)
  • Cosa appassiona di più gli americani (nella settimana delle polemiche sulle torture della Cia e dell'economia che va a rotoli, ma forse ...)? Beh, le storie di pirati. (Andrew Sullivan)
  • Non ditelo a Povia, ma la storia delle "guarigioni" dei gay da parte di  Masters&Johnson pare sia una balla grossa come una casa di Berlusconi. (TierneyLab)

Mamma mia che caldo che fa

Il dibattito sul global warming negli Stati Uniti si sta surriscaldando. E così succede che il WP un giorno pubblichi una column di George Will sull'inesistenza del fenomeno piena, però,  di dati sbagliati (gli editor del quotidiano di Washington non si sono nemmeno accorti di aver già avuto una smentita nella rubrica della lettere) e un altro giorno pubblichi un articolo (con dati esatti) che dice tutto il contrario (e riconosce  che Will ha fatto confusione). Deve essere il "multi-layer editing process" di cui parla Fred Hiatt.
Washington Post, Discover (grazie a Massimo Morelli), grist.org


Ex cathedra

Lancet si chiede come mai il papa quando dice una cosa falsa - e    quella sull'uso dei preservativi che   non fa altro che peggiorare  l'epidemia di HIV in Africa è una cosa falsa - non senta il dovere di correggersi.

But the comment still stands and the Vatican’s attempts to tweak the Pope’s words, further tampering with the truth, is not the way forward. When any influential person, be it a religious or political leader, makes a false scientific statement that could be devastating to the health of millions of people, they should retract or correct the public record.


Financial Times