Per fatto personale

I Would Prefer Not To

Ci sono sì che sono no e no che sono sì; ci sono commedie che sono tragedie e tragedie che sono commedie; c'è una saggezza che è folle e una follia che è saggia; ci sono menzogne che sono vere e verità che sono menzogne;  ci sono insensatezze piene di senso e sensatezze che hanno dentro il vuoto siderale; c'è una chiesa che è debole nella sua forza e forte nella sua debolezza. Poi c'è una pièce teatrale che è una via crucis e una via crucis che che una pièce teatrale. Alla fine vince chi perde e perde chi vince perché la redenzione arriva inaspettata come un ladro nella notte e come un ladro scompare lasciandoti vuoto. Perché, naturalmente, il vuoto è pieno. E il pieno è vuoto.

[«Habemus Papam»  è molto bello. Bello  nelle sue aritmie e nei suoi difetti che poi è il modo più bello di essere bello]

paferrobyday


O mia bela madunina

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Ieri Sir Squonk ha messo online  My Own Private Milano, un libro molto bello su Milano che ha la forza delle idee semplici:

Venti fotografi, non milanesi, che un giorno hanno preso un’immagine di Milano. Venti scrittori, milanesi per nascita o per adozione, che un giorno hanno ricevuto una fotografia, e la richiesta di scriverci sopra qualcosa, qualsiasi cosa.

Sempre ieri durante una festa molto esclusiva tra le guglie del Duomo - per avere uno dei 350 posti dovevi sborsare 2.000 euro - Silvio Berlusconi è stato premiato per aver "con straordinaria lungimiranza e capacità ha reso Milano, la sua amata città, grande in Italia e nel mondo".

Oggi poi ho letto questo post di Donata Righetti che parla della Milano di oggi.

Milano città arresa, città retrocessa, città provincia d’Italia. Addio all’altra Milano, quella del passato, della diversità eccellente, della cornice orgogliosamente innovativa. Nella loro ripetitività i luoghi comuni hanno un’ indiscutibile forza e si protraggono al di là dei tempi consentiti. Ma oggi chi oserebbe ancora definire Milano capitale morale del Paese, o capitale del lavoro, dell’efficienza, della buona amministrazione, e via elencando? Quella di Milano oggi è una realtà spenta, mediocrissima.

Per scherzo, alla fine,  ho chiesto su FriendFeed a qualcuno di commentare la foto che vedete qui sopra. E ci ha pensato B. Georg - facendosi aiutare da Re Julien di Madagascar - qui. Si ride tanto. Per non piangere.

E allora mi sono messo a pensare che, quando sono arrivato io, a Milano non si parlava tanto di criminalità rampante, ma un giorno, scendendo dalla 50 a Lorenteggio, mi sono accorto che c'era pieno di sangue non ancora rappreso sul marciapiede  e c'era  la polizia che tracciava segni con il gesso sull'asfalto. Nella guerra tra il clan Epaminonda e le altre bande che si disputavano il controllo di quella zona della città c'era stata una sparatoria e il risultato erano i quattro  morti che avevano appena portato via e il sangue che non avevano ancora lavato. Eppure era una città bellissima: nonostante i cantieri avessero cominciato a sventrarla (e non hanno ancora smesso), nonostante i primi assalti della "Milano da bere" di craxiana memoria, nonostante il clima ancora plumbeo della fine dell'emergenza terrorismo.  Questo per dire che le città ostinate - e Milano è ostinata e caparbia: per amarla ci vuole costanza - resistono a tutto. E' passata la peste. Passerà anche questo.

Sir Squonk, My Own Private Milan, Ambiente & Veleni, Falso idillio