Musica

Tom Wilkes, art director

Quando esisteva ancora il vinile e le copertine degli Lp erano opere d'arte, Tom Wilkes era al massimo della sua capacità creativa. E' stato lui a creare la copertina di Harvest di Neil Young, di Beggars Banquet dei Rolling Stones (i graffiti sulla parete del cesso: l'avete vista almeno una volta tutti), di Pearl di Janis Joplin e dei manifesti del Festival Pop di Monterey. Tom Wilkes è morto il 28 giugno a 69 anni. Aveva il morbo di Lou Gehrig.

Los Angeles Times


Revenge

Pare che l'Emi - per ragioni legali - abbia deciso di non distribuire l'ultimo lavoro di Danger Mouse assieme agli Sparklehorse. Così Danger Mouse ha deciso di vendere un cd vergine con il suo bel jewelbox, la copertina, le note e tutto (compreso il lavoro di David Linch) e chiesto a chi interessato di scaricarsi la musica dal torrente e masterizzare il tutto.

BoingBoing


Outliving the Bastards

Ieri al Madison Square Garden hanno festeggiato i 90 anni di Pete Seeger. E' stata la prima volta - secondo M. J. Rosenberg - che il pubblico di un concerto folk non ha spernacchiato il nome di un presidente della Repubblica in carica.

Springsteen said that he never saw Seeger more happy than at Obama's inauguration, noting that Seeger saw Obama's ascendancy as proof that he, Seeger, had "outlived the bastards."


TPM


La cosa più bella letta questa settimana

Au  Raspoutine, l’orchestre nous a reconduits jusqu’au taxi  en jouant «la Valse triste» de Sibelius. Serge glissait des  billets dans leur violon en me disant : «Ce sont des putes,  comme moi.»

Il resto qui.
Jane Birkin racconta il suo primo incontro con Serge Gainsbourg sul numero della settimana scorsa del Nouvel Observateur


Domani tutti i giornali del mondo vi sputtaneranno...

Dell'assurda serata dei Jethro Tull   alla Milanesiana hanno già scritto in molti. Io - che ho un amico  che quando Ian Anderson arriva in Italia, si prende le ferie per scarozzare lui e Martin Barre in giro per l'Italia - avevo qualche particolare in più. Per esempio l'incazzatura nel backstage di Elisabetta Sgarbi che  ha chiuso  la sua intemerata  con la frase che dà il titolo al post  e che in redazione è già diventato un tormentone. Come è andata con i giornali italiani lo sapete già (qui Filippo Facci). Ora la cosa affiora - senza molti particolari - anche sul New York Times con la testimonianza di David Leavitt  in coda a un articolo che parla del fenomeno degli scrittori "scritturati" per eventi culturali (a volte, come alla Milanesiana, con risultati tragicomici).

Then there are the truly ego-destroying experiences. The novelist David Leavitt recounted an event at an arts festival last month in Milan where he and several other writers discovered they had been booked to appear along with Jethro Tull. The paying audience came expecting to hear the rock band, not the writers — and made their opinions clear. “Opening for Jethro Tull made me realize how ersatz the whole enterprise can be,” Leavitt said. “After all, there’s nothing like a genuine performer ... to make you feel your own inadequacy.”

E così si chiude anche il capitolo sui giornali del mondo.

Il  Giornale,  New York Times via l'articolo di Stafano Salis sul Sole 24Ore di oggi


The immensely talented Sean Antanaitis of Celebration

Secondo il critico del Wall Street Journal - va be', si chiama Jim Fusilli  - il disco di cover di Tom Waits cantate da Scarlett Johansson non è la boiata pazzesca che si va dicendo in giro (giudizio sottoscritto anche dal sottoscritto, peraltro).

There's nothing easy about "Anywhere I Lay My Head", which is likely to be easily dismissed by cynics who expected something more traditional from the actress. But given the composer, the producer and the musicians on board, Ms. Johansson made the right choices. While she's limited as a vocalist, the 23-year-old demonstrates brainy courage by allowing herself to be the fulcrum of this interesting project, which is true to Mr. Waits and yet something new.

Wall Street Journal