Libri

Le casalinghe di Vercelli

A quanto pare - mentre le casalinghe di Voghera diventavano un tormentone arbasinian-morettiano (nella variante trevigiana) -, quelle di Vercelli producevano falsi diari del duce. I falsi diari che poi sono stati acquistati come autentici da Marcello Dell'Utri e sdoganati da una discussa edizione Bompiani voluta da Elisabetta Sgarbi. Simonetta Fiori su Repubblica - qui il pdf - intervista Mimmo Franzinelli che - in un libro in uscita da Bollati Boringhieri (Autopsia di un falso. I Diari di Mussolini e la manipolazione della storia) - ricostruisce la vicenda.

la Repubblica


Dirà che a scavare il pozzo è stato D'Alema

«Sono 30 anni – ha detto Veltroni – che sto pensando ad un libro su Alfredo Rampi. Per scriverlo mi sono immedesimato in questo bambino, ho parlato con psicologi dell’età evolutiva cercando di capire cosa ha provato in quelle ore prima di morire».

Walter Veltroni annuncia che il suo prossimo libro tratterà della tragedia di Vermicino e dell'assassinio di Roberto Peci  via Ansa


Il Grosz di noialtri

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Non sono un grande estimatore di Roberto D'Agostino, ma le foto di Umberto Pizzi sono l'esatta rappresentazione della nostra Weimar all'amatriciana. E visto che si tratta di foto e non di caricature bisogna dire che il materiale umano è di prima qualità. Roba che nemmeno Rambaldi.

L'Espresso. Il libro fotografico - edito da Mondadori (per puro sberleffo situazionistico immagino)  -   è in vendita dal 16 dicembre


Servizio manutenzione luoghi comuni

Magari quando lo usavano quelli del Giornale, con il vecchio Indro  ancora alla direzione, aveva pure un senso. Erano anziani, ce l'avevano con Ottone e la Giulia Maria, erano -  quasi - sul pezzo. Ma non è ora di lasciare il termine "radical chic" agli studiosi dell'influenza dei saggi di Tom Wolfe sul dibattito culturale degli anni '60? Anche il povero Wolfe ormai non ne può più.

Tom Wolfe

 


Darsi all'ippica

Libro commovente, toccante misterioso come il pianto del cavallo Zorro, testimone della strage, interrogato come la cavallina storna, che piange nello stesso modo in cui piangevano i cavalli di Achille nell'Iliade.

Antonio D'Orrico recensisce XY di Sandro Veronesi su Sette di questa settimana


Eroi letterari

Considero Gregor Samsa il personaggio più commovente della storia della letteratura. E non per il suo destino che è grottesco e folle. Ma per il modo in cui lo accetta.

Io invece sono indeciso tra il cane Buck e Odradek. Anzi, forse solo la voce di Odradek. Però, se si parla di storie d'amore, la migliore è quella tra Anna Karenina e il treno.

Alessandro Piperno intervistato da Antonio Gnoli su Repubblica oggi (domani esce "Persecuzione" il suo nuovo romanzo)


The Which Blair Projet

Il libro di memorie di Tony Blair si vende come il pane, nonostante sia scritto in modo deprimente, almeno a leggere la recensione del New Yorker.

The book has been the beneficiary of an unusual form of advance publicity, in that its publication has been depicted in a Roman Polanski movie, “The Ghost Writer,” based on a novel by Blair’s ex-friend Robert Harris. (Blair’s reported verdict on Harris: “a cheeky fuck.”) In that story, the Blair figure is living on Martha’s Vineyard, hiding from possible war-crimes charges while a ghostwriter puts together an account of his life. There is a dark secret, and the former P.M.’s first and second ghostwriters are both murdered to keep it. This fictional version turns out to be half right. It is true that Blair’s memoirs keep his secrets well hidden; on the other hand, it is not the writer but the reader who will find the book deadly.

New York Times, New Yorker


Cuore di cane

Maureen Dowd distrugge l'autobiografia di Saint Tony.

Maybe Blair should have realized the destructive Oedipal path W. was on. At their first meeting at Camp David, W. screened “Meet the Parents.”

New York Times

ps. La camicia blu scuro  da oligarca russo in gita a Forte dei Marmi che sfoggia in copertina deve essere un altro segno della profonda influenza  dello statista de noaltri.


Ho scelto di correre

Ho passato tutta le vita a correre, a correre, a correre dietro a qualcosa che che non ho mai saputo che cosa fosse, come fosse, dove fosse. Potevo correre, potevo stare fermo tanto sarebbe stato lo stesso, come diceva il pestapietre viennese di Thomas Bernhard, «tutto sarebbe stato lo stesso». E non ho neanche mai capito perché ho scelto di correre. Anche quando ero bambino continuavo a correre. Correvo senza sapere verso che cosa correvo.

Ettore Sottsass, "Scritto di Notte" (ovvero l'autobiografia postuma di un architetto neppure nato in Italia è il più bel libro italiano letto nel 2010) [IBS]