Guerra in Iraq

Mission Accomplished II

A quanto pare anche gli iracheni comuni non sono troppo convinti che la guerra sia finita. Anthony Shadid da Baghdad per il New York Times.

The morning after President Obama spoke of bringing the war in Iraq to “a responsible end,” insurgents planted their black flag on Tuesday at a checkpoint they overran by killing the five policemen who staffed it. It was the second time in a week. The rest of the day, the police blotter looked like this: Three mortars crashed in Baghdad neighborhoods, where five roadside bombs were detonated and two cars were booby-trapped. Two other mortars fell in the Green Zone, still the citadel of power in a barricaded capital and still a target of insurgents who seem bent on proving they were never defeated. By dusk, a car bomb tore through Kut, an eastern town long spared strife.

New York Times


Ma che ci stiamo a fare in Afghanistan?

Se lo chiede - e non è la prima volta - David Rieff che pensa che questo tipo di "idealismo imperiale"  -  una delle ideologie portanti su cui le varie amministrazioni USA hanno modellato la loro politica estera - sia deleterio. Per gli Stati Uniti. E per la casua dello sviluppo della democrazia nel mondo.

There may be nothing that can be done about Afghanistan, but perhaps its pointlessness will at least serve as a caution when, as will certainly happen, a future administration proposes yet another adventure in imperial idealism somewhere down the road.

The New Republic


Prossima fermata: Baghdad

Molto probabilmente il prossimo "colpo" di WikiLeaks sarà mettere a disposizione i log della guerra in Iraq. Sarà interessante andare a cercare quello che ricostruisce la morte di Nicola Calipari.

Wikileaks doesn’t identify its source for the logs. Army intelligence analyst Bradley Manning, who’s being held on charges of leaking some classified material to Wikileaks, claimed in online chats to have leaked a much larger database from the war in Iraq, covering a half-a-million events from 2004 through 2009. Like the Afghan database, the Iraq database purportedly contains latitude-and-longitude information, timestamps and casualty figures, according to the description Manning gave ex-hacker Adrian Lamo, who turned him in to authorities. Manning has not been charged with that purported leak.

Threat Level (Wired USA)


Lui sì che era un commander in chief

In questo editoriale Karl Rove si lamenta perché Barack Obama ha parlato con Stanley McChrystal, il generale USA che comanda le truppe in Afghanistan, solo una volta dal giugno scorso. Bush, invece, parlava con i generali almeno due volte al mese. E' per questo che hanno vinto in Iraq. Il tutto detto senza  alcuna ironia.

Wall Street Journal


Per fortuna che c'è MoDo a dare la linea

Questa donna  ha la stoffa per fare il  presidente, non quella pippa di Hillary.

More and more the timeline is raising the question of why, if the torture was to prevent terrorist attacks, it seemed to happen mainly during the period when the Bush crowd was looking for what was essentially political information to justify the invasion of Iraq. I used to agree with President Obama, that it was better to keep moving and focus on our myriad problems than wallow in the darkness of the past. But now I want a full accounting. I want to know every awful act committed in the name of self-defense and patriotism. Even if it only makes one ambitious congresswoman pay more attention in some future briefing about some future secret technique that is “uniquely” designed to protect us, it will be worth it.


New York Times

ps Cheney, intanto, prepara una rentrée in grande stile giovedì all'American Enterprise Institute (TPM)


Tortura come mezzo di propaganda

Si sta cominciando a scoprire che l'uso del "waterboarding" non doveva servire per "estrarre" informazione valida dai prigionieri, ma piuttosto per convincerli a dire quello che l'amministrazione Bush - e soprattutto Dick Cheney - voleva sentirsi dire, cioè che c'erano legami tra Saddam Hussein e Al Qaida e che Al Qaida, grazie a questo legame, era capace di mettere le mani sulle armi di distruzioni di massa. Insomma la favola che alla fine ha portato all'invasione e ha fatto perdere alle truppe alleate l'iniziativa in Afghanistan. Rachel Maddow ricostruisce (con notevole mestiere e una posizione non proprio neutrale) tutto su MSNBC.




MSNBC via TPM


Mobbing

Hans Blix - il diplomatico svedese che fu capo degli ispettori dell'Onu in Iraq - è stato una delle vittime della macchina di propaganda messa in piedi dalla Casa Bianca durante gli anni dell'amministrazione di George W. Bush. Peccato che avesse ragione praticamente in tutto. Foreign Policy gli ha fatto una bella intervista sull'argomento di cui è uno dei massimi esperti al mondo: i processi di disarmo nucleare.

Foreign Policy


Pezze giustificative

Fantastica intervista a Curveball, il famoso informatore scovato tra i rifugiati iracheni dai servizi tedeschi, che spergiurava sul programma di guerra batteriologica di Saddam Hussein che, in realtà, era stato chiuso nel '91. Certo che a credere a uno che era stato licenziato perché aveva messo in nota spese l'acquisto di un montone per fare una rosticciata all'irachena e che era stato mollato dai soci perché faceva la cresta sullo shampoo ci vuole una certa, come dire, propensione ad essere ingannati. Un po' come i  revisiori della Grant Thornton che per mesi presero per buona una fotocopia tarocca del fantomatico conto Bank America - con fantastillioni di miliardi di milioni - di un'azienda  - la Parmalat - sommersa dai debiti.
Los Angeles Times, Finanza e Potere (weblog di Giuseppe Oddo) via Stefano Quintarelli


Illazioni false e dannose

Dopo giorni di silenzio, ieri, la procura di Roma e il Copasir hanno deciso di interessarsi dell'incontro organizzato a Roma da Michael Leeden tra iraniani e rappresentanti del dipartimento della Difesa USA. Un interesse - a mio parere - dovuto, visto il tenore delle rivelazioni contenute nel documento del US Senate Select Committee on Intelligence (ne ho già parlato qui e qui). Quella che mi sembra un po' sopra le righe è la reazione del governo italiano che riporto:

La presidenza del Consiglio dei ministri, in relazione a talune indiscrezioni trapelate da organi di stampa, secondo le quali il governo italiano e il Sismi avrebbero avuto parte in azioni ostili ai danni dell’Iran, rileva che tali illazioni sono false e destituite di ogni fondamento. Tali illazioni possono, anzi, essere pregiudizievoli nei rapporti con un paese amico e possono esporre a ritorsioni. Il contegno ineccepibile e lineare del governo e del Sismi, in quel frangente, è rigorosamente documentato ed è espressione della linea di correttezza e trasparenza democratica che ha sempre caratterizzato l’azione di quell'esecutivo e di quell'istituzione.

Il problema è che alla base delle "illazioni" c'è un documento del Senato USA abbastanza circostanziato e - benché pieno di omissis - anche parecchio chiaro. Forse sarebbe meglio ribattere a quelle accuse - potrebbero benissimo essere calunnie, infatti - piuttosto che prendersela con "indiscrezioni trapelate da organi di stampa". (aka Repubblica). Dovrebbe essere anche facile, visto che  "il contegno ineccepibile e lineare del Governo e del Sismi, in quel frangente, è rigorosamente documentato" come attesta la nota della presidenza del Consiglio.
Ansa