Curiosità

Mario Adinolfi of the week

Mario Monti, Elsa Fornero e gli altri vanno immaginati come chirurghi di guerra. Operano il paziente in condizione di estrema emergenza, con gli strumenti dell’emergenza e senza anestesia. Per forza il paziente grida di dolore. Piazzare un microfono e una telecamera continuamente in faccia a quelle grida e a quel dolore può far pensare che il chirurgo sia estremamente crudele. Può ovviamente muovere le nostre sensazioni emotive. Ma è cattivo giornalismo.

Il problema vero è che qualcuno s'è pure scolato il whisky.

Europa

 


Assad, la Siria e le armi di distrazione di massa

Però fa una certa tenerezza scoprire che Bashar al-Assad, il tiranno che sta macellando la Siria, è costretto a violare un embargo internazionale per comprare musica su iTunes e non ossido d'uranio o tubi per le centrifughe d'arricchimento come un dittatore qualsiasi.

Assad sidestepped extensive US sanctions against him by using a third party with a US address to make purchases of music and apps from Apple's iTunes.

E che dire del bieco tentativo di acquistare un aggeggio per fare la fonduta su Amazon? 

As the world watched in horror at the brutal suppression of protests across the country and many Syrians faced food shortages and other hardships, Mrs Assad spent more than £10,000 on candlesticks, tables and chandeliers from Paris and instructed an aide to order a fondue set from Amazon.

Guardian

 

 


Cretinetti? Chi era costui?

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Il titolo d'apertura a effetto del Giornale di ieri è stato stigmatizzato più o meno da tutti. A me ha suscitato qualche riflessione il fatto che si siano riferiti al nome d'arte di un attore francese, André Deed, morto nel 1940 i cui film più famosi sono stati girati in Italia negli anni '20, prima dell'avvento del sonoro. Un po' come, per dire, se il NYT avesse fatto il titolo principale su Fatty Arbuckle (e senza la mediazione di Hollywood Babilonia di Kenneth Anger). Insomma  direi che siamo di fronte alla prova provata che i lettori del giornali sono, usiamo un eufemismo, vintage. E, per quanto longevi e asserragliati nel ridotto della Valtellina, probabilmente, vanno a esaurimento.

Wikipedia, paferrobyday


La Repubblica dei filosofi

Oggi in prima pagina su Repubblica c'è un commento di Giorgio Agamben su  ἐλπίς  (elpis, speranza),  πίστις (pistis, fede) e crisi economica. Un  commento tutto basato sul fatto che πίστις ha lo stesso alveo semantico che in greco moderno ora ha la parola "credito".  Il che fa capire che se - per paradosso - l'alveo semantico di πίστις fosse coinciso con quello della parola "pistacchio", allora Agamben avrebbe suggerito che metà dei mali del mondo derivano dai contadini di Bronte e naturalmente dagli iraniani (versione neocon). Poi c'è  il solito articolo di Maurizio Ferraris sui telefonini. Mancava solo un corsivo di Gianni Vattimo su Heidegger,  ἀλήθεια - come a-latenza, verità, disvelamento - e le (non)mutande di Belen. Ma non si può avere tutto.

paferrobyday

 

 


La terra trema e quello va in giro in bicicletta

Un commentore-blogger  conservative, Jim Hoft, se l'è presa con Barack Obama perché durante il terremoto stava andando in bicicletta con la famiglia. Immagino cosa avrebbe potuto scrivere se  Obama fosse caduta la catena. Questa è la morale che ne trae Stephen Stromberg

Hoft’s jab, anyway, magnifies two of the worst problems with political debate in America. First is pundits’ tendency to make literally everything into a partisan matter. If people are reading about it, they need to read about how the other guy is somehow implicated. Second is that, so often, the president’s critics — on left and right — commentate as though Obama has some sort of magic button available for use at his sole discretion that can fix the economy, lower gas prices, instantly vaporize Moammar Gaddafi, rig congressional votes and, perhaps, prevent earthquakes — if only the president weren’t too busy doing other things to use it!

Gateway Pundit, Washington Post