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gennaio 2014

Scarlett Johansson, boicottaggi virali e censure televisive

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Forse sapete della campagna che l'international Boycott, Divestment and Sanctions movement ha in atto contro Scarlett Johansson, rea di fare la testimonial a SodaStream, un'azienda che produce macchine per far diventare frizzante l'acqua. BDS -  prendendo spunto dal fatto che SodaStream ha una delle sue fabbriche nella West  Bank, cioè nei territori occupati da Israele  - sta facendo una campagna per far dimettere la Johansson dal ruolo di ambasciatrice di Oxfam (un'associazione contro la fame nel mondo) e sono partiti i meme come quello che vedete qui sopra.

 

La cosa divertente, però, è che la pubblicità con la Johansson - che potete vedere qui sopra -  non sarà trasmessa durante il Super Bowl come era stato stabilito. Potenza dei social media? No. Solo il fatto che il "Sorry, Coke and Pepsi" pronunciato dall'attrice prima del claim finale probabilmente non è andato giù alle aziende nominate (per dire la Pepsi è main sponsor del Super Bowl). 

Financial Times, KnowYourMeme, Mashable

Update:  La Johansson ha deciso di mollare il ruolo di ambasciatrice di Oxfam e il commercial sarà trasmesso al Super Bowl. Ma senza la coda con Coke e Pepsi.  (Financial Times)

 


Pete Seeger (1919-2014)

Oggi è morto Pete Seeger. Il 3 maggio avrebbe compiuto 95 anni. Questo è il piccolo concerto che tenne (con Bruce Springsteen) il 19 gennaio 2009 in occasione dell'inizio del primo mandato di Barack Obama. This Land is Your Land è una canzone composta da Woodie Guthrie, non la più bella, ma quella che in qualche modo è diventata l'inno dei radical USA. 

YouTube


Great Expectations

 

Pierre Omidyar, il miliardario fondatore di eBay, spiega in prima persona cosa sarà First Look Media, la media company che ha deciso di fondare con Gleen Greenwald e altri attivisti-giornalisti.  Che dire? Se funziona è più meno il paradiso.

Fist Look Media


Ezra Klein, Le Nouvel Obs, il Titanic e il nuovo che avanza

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Il filo che lega  assieme l'addio di Ezra Klein al Washington Post e il suo approdo a Vox Media e la vendita della maggioranza delle azioni del Nouvel Observateur a Le Monde è il sostanziale deprezzamento degli asset delle testate mainstream e il vantaggio competitivo delle testate digital native. Lo spiegano benissimo Frédéric Filloux nella sua Monday Note sulla vendita del Nouvel Obs (da cui è tratta la tabella in alto che mostra la perdita di valore dei lettori di news tradizionali) e David Carr nella sua column sull'approdo a Vox Media di Ezra Klein.

In sintesi: le testate mainstream sono riformabili solo con investimenti ingenti e con una difficile opera di motivazione dei giornalisti presenti. Lo stesso risultato si può ottenere con costi più bassi partendo dal nulla e per prove ed errori, visto che il valore d'avviamento delle testate - il patrimonio di fedeltà ed abitudine dei lettori -  tende ad avere un valore sempre più basso. Notte profonda per chi lavora per un prodotto alla fine del ciclo di vita e incertezza grande per chi lavora per un prodotto che potrebbe non passare il test del mercato e finire direttamente nella pattumiera delle cose subito dimenticate.

Monday Note, New York Times


L'ambasciatore di Obama e il presidente norvegese

 

Lo spoil system permette alle amministrazioni USA di nominare ambasciatori persone che non hanno fatto carriera nei ranghi della diplomazia. A volte è un bene. Spesso è un male perché il nominato ha poche idee e confuse del Paese dove andrà a rappresentare gli Stati Uniti.  Per esempio, George Tsunis, nominato da Barak Obama ambasciatore in Norvegia, non sa che il paese è una monarchia, sia pure costituzionale. E le monarchie non hanno presidenti. Poi ha le idee parecchio confuse sul Partito del Progresso, visto che, a ragione, lo considera un partito composto da mattocchi (fringe elements) razzisti, ma dimentica che ora è al governo con i conservatori.

 Tsunis described Norway as having a president (“apparently under the impression that the country is a republic rather than a constitutional monarchy,” as the Local Norway's News notes dryly). And he characterized the anti-immigration Progress Party as being among “fringe elements” who “spew their hatred” and have been denounced by the government. That prompted McCain’s disbelieving answer: “The government has denounced them? The coalition government — they're part of the coalition of the government.” McCain, already flummoxed by the apparent inability of Obama’s choice to be ambassador to Hungary to list strategic U.S. interests there, closed his questioning with a bit of sarcasm: “I have no more questions for this incredibly highly qualified group of nominees.”

Però Tsunis ha dato circa un milione di dollari a Obama, senza contare i soldi dati ai democratici. A proposito: prima di dare soldi a Obama, Tnunis era un grande contributore di McCain. E forse questo spiega il dente avvelenato del senatore dell'Arizona. 

Yahoo News!


Ezra (Klein) has left the building

 

Anche Ezra Klein l'autore del popolarissimo Wonkblog ospitato all'interno del Washington Post, come Nate Silver,  ha deciso di lasciare la testata per fondare un sito a suo nome.  Klein porta con sé anche Melissa Bell (direttrice delle platform del Wp) e un altro iperblogger, Dylan Matthews. Quella dei giornalisti-blogger che tentano di divenire essi stessi testate giornalistiche è la tendenza più importante degli ultimi mesi nel panorama dei media USA.

Wonkblog, New York Times


72 ore, 20 minuti (Neanderthal's version)

Neanderthal

Anch'io ho scritto un pezzetto per «72 ore, 20 minuti», il gioco messo in piedi da Gallizio. La traccia che ho ricevuto era questa:  

Le interviste impossibili (ricordi Manganelli?): un tuo esclusivo botta e risposta con un personaggio storico a tua scelta (Churchill? De Gaulle? Gheddafi? Tony Blair? Camillo Berneri? Walter Benjamin? Heidegger?) o anche a uno vivente (ma ambientata nel futuro). 

Naturalmente ne  è uscita una cosa totalmente idiota,  in linea con il sentire profondo dell'autore, cioè io, sui Neanderthaliani e  sull'estinzione come scelta di vita. La trovate qui.

galliziolab