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giugno 2013

Il leader biondo che fa impazzire il mondo

Berlusconi è «come quell'aperitivo della pubblicità: è il leader che fa impazzire il mondo».

Dichiarazione di  Renato Brunetta alla Stampa. Nell'intervista ci sono altre perle tipo questa:

«Ci avevano definito partito di plastica e abbiamo dimostrato di quale nobile materiale siamo fatti. Un movimento che con Berlusconi ne ha viste e subite di tutti i colori ed è sempre in piedi e fa sempre paura a tutti. Invece il Pd ha sbranato tutti i suoi segretari, tutti politicamente sepolti da Berlusconi».

Per dire che, volendo, con tanto «nobile materiale», non ci sarebbe nemmeno bisogno di sceneggiatori. 

La Stampa via Ansa



Sean Parker, i matrimoni elfici, le sequoie e i giornalisti sciacalli

A Sean Parker,  il fondatore di Napster,  non è piaciuto il trattamento cui è stato sottoposto  dalla stampa on line  per il suo costosissimo matrimonio elfico in una iper protetta foresta di sequoie. E così ha deciso di scrivere un pezzo su TechCrunch  - lungo quanto costoso era il matrimonio - per lamentarsi del giornalismo on line.

Compared with journalists in the traditional media world, who he (cioè Parker, ndr) painted almost as paragons of balance in his online account, the former Facebook executive denounced the new online pack as “link-baiting jackals who believe that ‘truth’ is whatever drives clicks”. Mr Parker paid tribute to the way social networks had helped “foment revolutions, overturn governments and give otherwise invisible people a voice”. However, he added that they had also extended “the impact of real-world bullying from physical interactions into the online world”. He added: “I have also witnessed these mediums used to form massive digital lynch mobs . . . its present form, the social media may be doing more harm than good.” By undermining the economics of traditional journalism, the blogs and social media networks had left a world where the only way to make money was by repeating information picked up elsewhere without conducting any extra reporting, often adding a twist of heavy-handed commentary to attract attention, Mr Parker said. The result has been the “nearly automatic rehashing and regurgitating of nonsense news, contrived to tell whatever seems to be the most sensational story, and repeated endlessly within the ‘echo chamber’ of social media”.

Quello che ne ha ricavato si può leggere nei commenti di boingboing  (il più gentile è douche canoe, cioè douce bag in formato gigante, un po' come il suo ego smisurato).

TechCrunch, boingboing, Financial Times


Do you remember Cosentino?

 «Ho l’impressione che il fatto che viene addebitato al ministro Idem sia connotato da una certa gravità, ancora più grave in un momento di grande difficoltà del Paese. Penso che il ministro riterrà di fare le sue riflessioni e rifletterà anche sul fatto che se la stessa cosa fosse accaduta in Germania un ministro si sarebbe già dimesso».

Francesco Nitto Palma intervistato da Klaus Davi (vabbè ognuno si sceglie gli intervistatori che vuole).  Per la serie «pulpiti e prediche».

Ansa, paferrobyday


Enrico Letta (versione passive aggressive)

«Lo so che tutto ciò che coinvolge Berlusconi per voi è fantastico perché vi consente di scrivere lunghi articoli, mentre le cose pallose che vi racconto io nel merito dei provvedimenti sono molto meno vendibili alla pubblica opinione, però è il mio lavoro...».

In realtà, più che noiosi, i provvedimenti sono abbastanza inutili: per esempio quasi tutti si rendono conto che 100 milioni di stanziamento per l'edilizia scolastica sono pochini; oppure che i 500 milioni di tagli alla bollette elettrica sono un risparmio di pochi euro per le famiglie e via dicendo. E' per questo che i provvedimenti sono poco vendibili.

Ansa, paferrobyday


«Lascia che ci pensi Allah!»

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 I consigli di Sarah Palin a Obama sulla Siria e sulla Libia. La dimostrazione plastica che l'ala reality show della  destra USA è generalmente isolazionista. Quella raziocinante, invece, è tendenzialmente realista. Come Obama. Gli interventisti, invece,  non sono finiti com Bush figlio, visto che la tendenza Clinton è ancora in voga. E l'argomento delle armi di distuzione di massa gli dà una mano nel compito di vendere una guerra.

Huffington Post, Five Thirty Eight,  paferrobyday


Serve un bambino per dire che il re è nudo

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Oggi il New York Times - assieme a un durissimo editoriale contro Barack Obama per il caso NSA/Verizon e la successiva scoperta del programma PRISM - pubblica un ritratto corretto, ma con un sottotesto parecchio livido, di  Glenn Greenwald, l'attivista-blogger (ora editorialista del Guardian)  che, con due articoli sul giornale inglese,  ha fatto scoppiare il caso.

La cosa su cui riflettere - a mio parere - è il fatto che ci sia voluto un outsider come Greenwald per mettere le mani su un documento (un'ingiunzione di un tribunale FISA, cioè dell'organismo giudiziario USA che, in base alla legge,  sovrintende l'attività di intelligence, a Verizon)  che ha sostanziato anni di sentito dire e di discussioni semi-pubbliche a Washington.

Questo per dire che oramai il giornalismo - inteso come cane da guardia contro il potere - è una cosa troppo seria per farlo fare alle sole redazioni (anche alle redazioni migliori del mondo).  E per far notare, una volta di più, che ormai non ci sono più fonti che aspettano il giornalista, ma fonti che diventano esse stesse giornaliste o, e questo è quello che è successo con Greenwald, si scelgono il giornalista fuori dall'establishment - quello che non ha editor o direttori che trattano con l'Amministrazione - per spifferare i loro segreti. In due parole: il modello WikiLeaks è qui per restare.

New York Times, paferrobyday (l'immagine è presa da boingboing)