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ottobre 2012

L'esperto Matteo

«Non ho dubbi sulle capacita morali o industriali di Bersani ma in questo momento non credo sia adeguato» a fare il primo ministro mentre «Matteo Renzi ha più capacità ed esperienza».

Davide Algebris Serra  oggi da Lucia Annunziata. In effetti un mandato nemmeno ultimato da sindaco di  Firenze ti dà un sacco di punti esperienza. Soprattutto per la gestione delle emergenze neve.  

Ansa

ps. Serra dice che paga il 53% di tasse in Gran Bretagna. Non potrebbe anche prendere la cittadinanza inglese, oltre che la residenza, e smettere di votare in Italia?  Una cosa secondo l'aureo principio «no representation without taxation». 


Domani è un altro giorno

«Berlusconi con la sua decisione di ieri ha cambiato il domani».

Angelino Alfano oggi durante un comizio a Trapani.

«Berlusconi ieri sera era a cena a casa di Alessandra Mussolini ed era "gasatissimo". Ha cantato canzoni in francese ed era di buon umore. Non scompaio, mi ha detto, resto un po' più dietro le quinte».

Antonio Martino oggi parlando con i giornalisti.

Ansa


Mittismi

Dopo la storia dei «binders full of women», un classico «mittismo», molti hanno iniziato a notare il modo di esprimersi di Mitt Romney. Il risultato delle ricerche è riassunto dal New York TimesPare che Mitt Romney parli come un personaggio di Norman Rockwell

In Romneyspeak, passengers do not get off airplanes, they “disembark.” People do not laugh, they “guffaw.” Criminals do not go to jail, they land in the “big house.” Insults are not hurled, “brickbats” are. As he seeks the office of commander in chief, Mr. Romney can sometimes seem like an editor in chief, employing a language all his own. It is polite, formal and at times anachronistic, linguistically setting apart a man who frequently struggles to sell himself to the American electorate. [...] Mr. Romney, 65, has spent four decades inside the corridors of high finance and state politics, where indecorous diction and vulgarisms abound. But he has emerged as if in a rhetorical time capsule from a well-mannered era of soda fountains and AMC Ramblers, someone whose idea of swearing is to let loose with the phrase “H-E-double hockey sticks.”

New York Times


Il passato che non passa (ovvero il Giorgio Gori che è in noi)

Augusto Valeriani ieri ha Reggio Emilia ha assistito al comizio di Matteo Renzi - vabbè, immagino che «comizio» sia una parola troppo bersaniana, ma non riesco a scrivere troppe volte «talk» senza avere i crampi alle mani  -, più o meno lo stesso che il sindaco di Firenze ha fatto poche ore dopo a Parma e replicato in tarda serata a Piacenza. Insomma l'«ur-comizio», l'idea platonica, l'ipostasi, il «format» di tutti i comizi renziani. Queste le sue considerazioni

Renzi nel suo storytelling utilizza un montaggio di immagini che vedono una prevalenza di soggetti e prodotti della cultura degli anni ottanta e novanta: Magnum PI, l’A Team, Kurt Kobain etc, poi ci propone uno spezzone di “Non ci resta che piangere” (1985), poi Antonio Albanese (Cetto La Qualunque è roba recente, ma Albanese è soprattutto “Mai dire Gol” anni novanta) e via così. Teoricamente quelle immagini servono a descrivere il passato da cui Renzi e noi proveniamo. Nella pratica costruiscono l’orizzonte entro cui incorniciamo, a livello simbolico, la sua performance. E quindi quelle che a livello emotivo ci accompagnano nell’immaginare il nostro futuro con Renzi. Ma il riferimento al nostro passato prossimo è stato, almeno per me, evidente soprattutto nel “paratesto”. Nel lanciare i filmati Renzi si rivolge ad un certo “Franco”, anzi per essere più precisi, Renzi chiede, rivolgendosi verso un punto imprecisato alle spalle della sua platea, “Franco, ce l’abbiamo il filmato di….?”. Non so perchè ma mi ha ricordato moltissimo il Funari che parlava con i registi durante “Mezzogiorno Italiano” (1991-1992). E’ qualcosa di molto televisivo, ma della televisione degli anni ottanta e novanta, con il conduttore che giocava un po’ con tempi, modi e tabù della vecchia televisione.

FTM (fuori tempo massimo)

 

 


Rebranding (Squit squit remix)

Apprendiamo da  un'intervista di Maurizio Roncone a Maria Teresa Rossi, «deputata e assistente di Berlusconi», che in attesa di cambiare il nome al PDL, il Cav. ha cambiato i connotati al «bunga bunga» che  ora si chiama «squit squit». E a questo punto immaginiamo «cene eleganti» con «nipotine di Mubarak» vestite da Minnie e Berlusconi con i pantaloni corti di Topolino. I dialoghi? Immaginiamo siano tipo questo (sempre Maria Teresa Rossi):

«No, dico: è nella natura dell'uomo rubare. Certi rubano con dolo, altri con superficialità: la verità è che non bisognerebbe generalizzare. Anche perché, scusi, non è che se a me entra uno zingaro dentro casa e mi ruba, io poi vado in giro a dire che tutti gli zingari rubano... giusto?».

Corriere della Sera

 


La campagna acquisti dello sfasciacarrozze

Secondo questo «retroscena» Matteo Renzi si sta appoggiando sui dirigente locali del PD insoddisfatti cioè, per usare una parola che va di moda ora, sui  «rottamati» della gestione Bersani.

Il giovane sindaco ha avviato da mesi, in parallelo ai comizi formato tv pensati da Gori, una capillare azione di marketing basata su contatti con miriadi di giovani e non più giovani dirigenti locali del Pd scelti sulla base dell’alta gradazione di delusione rispetto alle opportunità personali non soddisfatte dal gruppo dirigente locale o nazionale del segretario del Pd. E cioè: consiglieri di circoscrizione trombati, aspiranti funzionari respinti, vocati deputati che non hanno mai raggiunto Montecitorio, di colpo verrebbero accontentati o, perlomeno, vellicati a tal punto da cambiare casacca per la causa (la propria). Più di qualcuno tra i bersaniani, ormai ex, ne sa qualcosa in Lombardia e regioni circonvincine.

Per esempio in Lombardia Renzi sarebbe sostenuto dagli uomini un tempo vicini a Penati. A Parma - una cosa di cui posso parlare in prima persona - il coordinatore del Comitato Renzi è Gabriele Ferrari,  consigliere regionale PD, certamente non un politico di primo pelo e certamente non un outsider, visto che, dopo una vita intera nella DC, è stato il leader della Margherita parmigiana, prima della fusione a freddo. Nulla di male. E' una buona regola della politica quella di usare gli scontenti. Il problema è non incrociare i flussi. 

Il Retroscena, Repubblica Parma, Gabriele Ferrari

ps. Oggi alla 18 - al cinema Astra, una volta «covo» dei comizi di Giampaolo Lavagetto - Matteo Renzi sarà a Parma. (YouTube)

 


Rottamate tutto! (o almeno il conteggio)

Finora Renzi ha speso quasi 215 mila euro per la sua scalata alla candidatura da premier. Oltre il tetto (200 mila euro) fissato dai garanti delle primarie (ma la campagna comincerà formalmente solo il 25 ottobre e dunque il conteggio ripartirà).

Articolo di Roberto Mania su Repubblica di oggi.

Repubblica via Camera dei Deputati