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L'iPhone 5? «Good enough, but not insanely great»

Che dire? Le prime impressioni sul nuovo iPhone non sono proprio entusiastiche. Vabbè, è meno pesante, è più magro, ma... non è esattamente insanely great. Anche se alla fine questo non vorrà dire molto in fatto di mancate vendite:
Few analysts see the relative lack of surprises from Tim Cook and his leadership team on Tuesday as a barrier to the iPhone 5 breaking new sales records, as the Apple marketing machine gears up for the most competitive smartphone Christmas sales season yet. “The new iPhone will prove a major success for Apple,” said Ian Fogg, head of mobile at IHS Screen Digest, an analyst group, who sees software and services as Apple’s key differentiator over Samsung and Google. “The incremental improvements tie into the wider Apple ecosystem to make a compelling smartphone for consumers, app developers and carriers,” he said. IHS expects Apple to ship 148.9m iPhones in 2012, compared with 357m devices using Google’s rival Android system this year.

Il WSJ, però, ha fatto il punto delle cose che mancano nell'iPhone 5 rispetto alla concorrenza. E sono tante: assenza di un chip NFC - quindi procedure più complesse per pagamenti digitali e condivisione di contenuti - mancanza di un home screen dinamico, niente face unlock, schermo comunque più piccolo di quello della concorrenza, niente wireless charging, ecc.

Le critiche sono state così puntute che alla fine Phil Schiller si è degnato di rispondere.

E poi c'è la storia del nuovo connettore, che sarà pure bellissimo, ma ti costringe a comprare il solito carissimo adattatore. Insomma, a vedere le critiche (non dei giornali italiani per carità: questi si entusiasmano per Matteo Renzi, quindi bevono tutto per contratto), forse Tim Cook non ha la stessa capacità di attivare il reality distorsion field che aveva Steve Jobs.

Financial Times, Wall Street Journal, New York Times

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