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agosto 2012

Farsi rubare la scena da una sedia vuota

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Come succede spesso nei film di Clint Eastwood un anziano intruso ieri ha dirottato la convention repubblicana di Tampa. Ma non era per lamentarsi dell'eutanasia del Medicare chiesta dai repubblicani. Infatti, come spesso accade nei film di Clint Eastwood, l'anziano estraneo era interpretato da Clint Eastwood e - come sempre nei film della casa di produzione di Clint Eastwood, la Malpaso - gli effetti speciali erano fatti da Clint Eastwood, che è anche un buon carpentiere. In questo caso l'effetto speciale era una sedia vuota dove stava un invisibile Barack Obama costretto ad ascoltare pazientemente la litania di  accusa dell'anziano attore. Il risultato è stato che alla fine l'account twitter della sedia vuota ha raccolto più di 30mila follower.

Dopo c'è stato il prevedibilmente noioso discorso di Mitt Romney (qui lo score di Nate Silver). Ma l'ultima parola, come spesso accade quando s'invitano convitati di pietra,  l'ha avuto l'invisibile protagonista dell'ultima giornata della convention repubblicana, cioè «il principale esponente dello schieramento avversario», per dirla con le parole di un altro  genio che si piccava di sapere come si fa la comunicazione politica. 

New York Times, Politico, Andrew Sullivan, FiveThirtyEight, @barackobama


Tutti liberisti con i distretti elettorali degli altri

La cosa divertente del discorso di Paul Ryan dell'altra sera non è tanto la patente disonestà di accusare Barack Obama della chiusura di un impianto GM a Janesville, nel distretto elettorale di Ryan, decisa quando ancora Bush era alla Casa Bianca e salutata dalla stessa Casa Bianca come un passo nella giusta direzione, quanto nell'aver abbandonato in tutta fretta gli sbandierati principi ultraliberisti per cercare di salvare posti di lavoro nel proprio distretto elettorale.

Ryan certainly tried to help. In a departure from his usual free-market orthodoxy, Ryan voted for the 2008 auto rescue that Romney opposed and later joined a bipartisan delegation of Wisconsin lawmakers in asking the federal government try to restart operations at Wisconsin plants. Here Ryan might be on more solid ground, in terms of timing at least. But the idea the Obama administration should have ordered GM to keep an individual assembly line open is sharply at odds with frequently expressed opposition from Ryan and Romney alike to “picking winners and losers.”

Tutti liberisti, insomma, ma nel distretto elettorale degli altri. 

TPM ha come sempre l'intera storia


Cinquanta sbavature di rosso


Mi ricorda qualcuno, cioè Veltroni

Stil novo contiene i pensieri di un italiano come tanti, articolati nel modo in cui tanti li articolerebbero, e non ci sarebbe niente di male, in questa media sociologica, se Matteo Renzi non aspirasse a dirigere il maggiore partito italiano e, coll’occasione, l’Italia. Se l’impresa gli riuscirà, si realizzerà questo interessante paradosso: andrà al governo, sotto le insegne di un partito di sinistra, un uomo che – come la tradizione della sinistra vuole – fa della cultura uno dei pilastri del suo programma politico, ma che, per le cose che scrive e per il modo in cui le scrive, non sembra avere alcuna dimestichezza coi libri, né con ciò che i libri insegnano veramente. Ben scavato, vecchia talpa.

In occasione dell'inizio della campagna per le primarie di Matteo Renzi e dell'uscita del nuovo libro del Walter Veltroni ripropongo la recensione  si Stil Novo scritta da  Claudio Giunta per il supplemento domenicale del Sole 24 Ore.

Claudio Giunta via Paolo Nori


Peccato che la Chiesa non produca chinotto

Il ministro della Salute Renato Balduzzi - il cazzutissimo ministro della Salute, impegnato in una lotta a coltello contro le multinazionali dell'anidride carbonica a suon di tasse per cercare di salvare il nostro indice glicemico - ha deciso che probabilmente l'Italia farà ricorso contro la decisione della Corte europea dei diritti dell'uomo che ha definito la legge italiana sulla fecondazione assistita "incoerente". Il tutto mentre da Oltretevere si tuona contro la sentenza utilizzando senza vergogna l'argomento dell'eugenetica, tenuto conto che  ci si riferisce al dramma di una coppia di genitori  alle prese con la fibrosi cistica. Questo per dire che, se la Chiesa italiana producesse  chinotto, non saremmo qui a parlare di tassa sulle bibite gassate. 

paferrobyday


L'è tutto sbagliato!

Certo che a leggere il keynote speech di Chris Christie, il governatore repubblicano del New Jersey - imbevuto della retorica delle dure verità da dire al Paese, in pratica il discorso di un Monti USA sovrappeso - e a dare uno sguardo al fondo del Wall Street Journal di oggi - tutto centrato sull'auspico di un partito repubblicano che ridiventi il partito della crescita economica e sulla retorica del sole in tasca di reaganiana (e berlusconiana) memoria - viene il dubbio che ci sia qualche problema di comunicazione tra gli strateghi della campagna del Grand Old Party.

New York Times, Wall Street Journal


Non date da mangiare agli spiriti animali

Uno si danna per dare l'immagine di un partito aperto alle minoranze, alle donne (soprattutto se madri di 5 figli con una passione per l'equitazione, ma con una malattia invalidante per non dare l'impressione del privilegio) e poi arriva un esagitato che rovina tutto lanciando noccioline contro una camerawoman nera della CNN gridando «This is how we feed animals!». A Tampa, come altrove, il diavolo è nel dettaglio.

Financial Times, New York Times, TPM


Come distruggere la reputazione di un newsmagazine

Prima la storia del plagio di Fareed Zakaria, columnist di prestigio di Time , ora gli svariati errori fattuali di Niall Ferguson nella storia di copertina di Newsweek questa settimana, quella tanto strombazzata del "Torna a casa Barack bello". Pare che i newsmagazine USA sian tempi grami. E non solo per la questione delle vendite.

New York Times, The Atlantic


La madre dei cretini invece è sempre incinta. E non c'è modo di bloccare la cosa

Todd Akin, lo sfidante repubblicano della senatrice Clare McCaskill nel seggio del Missouri in ballo a novembre ha chiesto scusa agli elettori. Aveva detto che raramente le donne violentate restano incinte perché “the female body has ways to try to shut that whole thing down” e, quindi, l'aborto non è per nulla giustificato. Nemmeno in quel caso.  Una cosa talmente cretina che ora gli stessi repubblicani gli hanno chiesto di abbandonare la gara per non mettere a rischio la possibile riconquista del Senato da parte loro. Però Akin non pare intenzionato a rinunciare e la sua sparata ha dato modo alla campagna di Barack Obama di ripartire all'attacco - dopo giorni in cui non si faceva altro che parlare di Paul Ryan   - e di consolidare il vantaggio del presidente nell'elettorato femminile. Un modo come un altro per ricordare che la campagna per le elezioni non passa solo per le questioni dell'economia.

The Caucus (New York Times)