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febbraio 2012

Ben detto, vecchio Felix!

«Il beauty contest sospeso è frutto di una campagna demagogica che si riassume in quello che ha detto Passera. E cioè se taglio le pensioni alla vecchietta devo regalare delle frequenze?».

Fedele Confalonieri se l'è presa per la decisione del governo di  sospendere il beauty contest sulle frequenze. Ma forse non si è reso conto che quello che ha detto è la miglior risposta alle sue pretese.

Ansa


Cretinetti? Chi era costui?

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Il titolo d'apertura a effetto del Giornale di ieri è stato stigmatizzato più o meno da tutti. A me ha suscitato qualche riflessione il fatto che si siano riferiti al nome d'arte di un attore francese, André Deed, morto nel 1940 i cui film più famosi sono stati girati in Italia negli anni '20, prima dell'avvento del sonoro. Un po' come, per dire, se il NYT avesse fatto il titolo principale su Fatty Arbuckle (e senza la mediazione di Hollywood Babilonia di Kenneth Anger). Insomma  direi che siamo di fronte alla prova provata che i lettori del giornali sono, usiamo un eufemismo, vintage. E, per quanto longevi e asserragliati nel ridotto della Valtellina, probabilmente, vanno a esaurimento.

Wikipedia, paferrobyday


Warren Buffet e la storia del re nudo

L'altro giorno Warren Buffet ha detto la grande verità che nessuno vuole dire sul modello di business dei quotidiani, cioè che è difficile  far pagare quello che  (su un altro medium, d'accordo) si regala.  E che questo tipo di comportamento non gli sembra un comportamento economicamente sensato. Da allora un po' tutti gli danno, più o meno garbatamente, del rincoglionito. Sarà che sto diventando vecchio, ma 'sta storia delle app freemium, della relazione come unico elemento prima o poi monetizzabile e tutto il vaporware che si alza in questi casi mi sembrano ancora più rancidi degli anni di Buffet.

Poynter

 


La morgue del New York Times

Il New York Times ha appena fatto partire un fantastico tumblr con le foto recuperate dal suo immenso archivio. A chi - come  me - ha iniziato a lavorare nei giornali prima della digitalizzazione le buste dell'archivio fotografico e gli scarabocchi e i timbri con le date di pubblicazioni progressive delle foto  sul retro delle immagini provocano una nostalgia struggente (sì, eravamo giovani, facevamo titoli e tagliavamo i telex con le agenzie e poi li passavamo ai dattilografi in tipografia). Per gli altri rimane un tumblr da sottoscrivere per avere un assaggio del grande fotogiornalismo che una volta - prima dell'epoca dell'outsourcing e prima che i fotoreporter sparissero dalle redazioni -  era lo standard all'interno delle testate giornalistiche.

Lens (New York Times), The Lively Morgue (New York Times) 


Murdoch ha dato la camomilla al domenicale del Sun

Il Sun on Sunday ha venduto - dice un tweet di Murdoch - tre milioni di copie, ha fatto il pieno di pubblicità (e in realtà è nato per quello),  ma, diciamo, non è esattamente il tabloid cattivo e irriverente che qualcuno si aspettava. E' più un settimanale femminile popolare (con le ragazze in topless, però, perché non si può dimenticare il resto della famiglia). E forse era proprio quello che la News Corp. voleva

Guardian, Financial Times


Il ritorno di WikiLeaks (senza Guardian e NYT)

WikiLeaks oggi comincia la pubblicazione dei file - più di 5 milioni di email - "prelevati", molto probabilmente da Anonymous, dai server della Statfor, una compagnia texana che si occupa di "global intelligence". In Italia i file vengono pubblicati dal gruppo Espresso/Repubblica, ma quello che mi interessa notare - a prescindere dal contenuto delle rivelazioni - è il fatto che il sito di Assange ha ripreso l'attività, ma che questa volta i "partner" media - cioè le testate giornalistiche che hanno avuto accesso al materiale prima di tutti -  sono molto diversi: per dire, l'unico gruppo statunitense grosso è la catena di testate  locali McClatchy. New York Times e Guardian sono fuori. E infatti il NYT, per dare la notizia, pubblica un breve articolo firmato dopo aver utilizzato l'AP . Un po' come il Corriere che usava l'Ansa per dare le notizie sui rapporti tra P2 e giornalisti.

New York Times, l'Espresso, WikiLeaks


Free press, la rivoluzione che non c'è stata

Ieri - come nota Piet Bakker - è uscito l'ultimo numero di City, il quotidiano gratuito di RCS. Con questa chiusura il mercato free in Italia diventa ancora più piccolo. E sempre più irrilevante. Tenuto conto delle aspettative che solo pochi anni fa si avevano nei confronti della free press  viene un po' di melanconia.

Newpaper Innovation

ps. Qui si scarica l'ultimo numero  di City con le copertine più significative della sua breve storia.


Un po' come l'autoriforma degli ordini

Oggi sul WSJ c'è un pezzo di Julia Angwin che descrive l'accordo di massima tra alcuni dei giganti di Internet - Google su tutti - per dare il via libera su tutti i browser  a un "do-no-track button"  che funzioni davvero. Il problema è che ci sono ancora troppe falle e la privacy rimane a rischio.

The new do-not-track button isn't going to stop all Web tracking. The companies have agreed to stop using the data about people's Web browsing habits to customize ads, and have agreed not to use the data for employment, credit, health-care or insurance purposes. But the data can still be used for some purposes such as "market research" and "product development" and can still be obtained by law enforcement officers. The do-not-track button also wouldn't block companies such as Facebook Inc. from tracking their members through "Like" buttons and other functions.

Insomma è un po' come l'autoriforma degli ordini. O la liberalizzazione delle licenze dei taxi. E quindi le perplessità non mancano. Anche alla Casa Bianca.

White House Deputy Chief Technology Officer Daniel Weitzner said the do-not-track option should clear up confusion among consumers who "think they are expressing a preference and it ends up, for a set of technical reasons, that they are not." Some critics said the industry's move could throw a wrench in a separate year-long effort by the World Wide Web consortium to set an international standard for do-not-track. But Mr. Ingis said he hopes the consortium could "build off of" the industry's approach.

Wall Street Journal