Quotato alla borsa di Kuala Lumpur
La manovra del buon padre di famiglia

La macchina del capo

Quando ero piccolo ero caposquadriglia di una banda di ragazzini mediamente imbranati che aveva avuto la sfortuna di avere un nome da scout nautici ("delfini") in un riparto molto terricolo e con un motto - inventato da un prete geniale, ma troppo intellettuale per fare l'assistente spirituale a un branco di ragazzini - impossibile da gridare: "Delfini, attenti ai segni dei tempi!". Gli altri, invece, avevano cose più marziali  e semplici come "Aquile sulle vette!" o "Stambecchi, mai paura!" che a noi sembravano un paio di parsec più fighi del nostro. Alla fine non ho imparato a fare un nodo Savoia accettabile, ma 'sta cosa dei "segni dei tempi" un po' mi è rimasta. Così oggi, quando ho visto, pubblicato su Repubblica, un'intercettazione di Clemente J. Mimun che, da direttore del Tg1, al telefono con Deborah Bergamini, usa questa frase, riferendosi a Silvio Berlusconi,

Qualcuno ha sentito il capo, qualcuno ha avuto il coraggio? Decidiamo una roba, perché qui ci friggono

mi sono reso conto che appunto era un segno. Di tempi grami, direi. Spero non bisognosi di Armageddon.

Repubblica (i nastri delle intercettazioni sono pubblicati qui), paferrobyday

 

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