La politique des auteurs
Coglioni

«Com’era dolce la vita prima della Rivoluzione»

Giovanni Cocconi - che è nato a Parma,  è stato per anni mio compagno di banco alla Gazza e ora vive tra Roma e Firenze -  riflette sulla crisi che sta inghiottendo il sindaco "simpa"  e la sua giunta.

La Parma degli ultimi anni sembrava ubriaca di feste ed happy hour, di ore piccole e divertimento. Quattro anni fa votò come sindaco un ex formidabile pierre con il pallino dell’ambiente e della mobilità sostenibile. No, non è la Parmalat di Calisto Tanzi la metafora della Parma di questi anni, ma la parabola di Matteo Cambi, ex inventore del marchio Guru sprofondato nei debiti, nella cocaina, in un’immagine di sé lontana dalla realtà. Si dirà, ma la città resta ai primi posti di tutte le classifiche sulla ricchezza pro capite, la qualità della vita, l’ambiente. Vero, ma questo livello di benessere è stato pagato a caro prezzo e oggi Parma si ritrova a rischio bancarotta. Tanto che il commissario di fatto, l’amministratore della holding comunale Stt, Massimo Varazzani, dice apertamente di essere alle prese con «una missione più difficile di quanto pensassi».

Quer pasticciaccio brutto de via Farini, insomma.

Europa

 

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