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novembre 2010

WikiLeaks si affida a Amazon

Secondo il Guardian Amazon sta fornendo l'hosting a WikiLeaks.

The site came under a "Distributed Denial of Service" (DDOS) attack on Sunday night from an unidentified hacker, forcing it to seek a new location for its computer files. And it found it though Amazon's "Elastic Cloud Computing" (EC2) service, which enables businesses to hire its servers and store their data there.

Guardian


Ben scavato, vecchia talpa!

Alla fine si scopre che - nonostante  Gladio, la strategia della tensione e svariate stragi di stato - un comunista è arrivato a Palazzo Chigi. Anzi, neppure un comunista intero. Piuttosto il megafono, il Capezzone  di un ex colonnello del Kgb. Roba da spararsi dalle parti di Foggy Bottom.

paferrobyday


Tutta colpa di Lady Gaga

Il Guardian ricostrusce la tecnica con cui Bradley Manning è riuscito a "rubare" i documenti che ora sono nelle mani di WikiLeaks. E descrive cosa c'è nei cable - cioè  informazioni, analisi di scenario, rapporti di intelligence espresse in una lingua sicuramente non diplomatica - e cosa non c'è - cioè i segreti scottanti e le operazioni "coperte" che hanno un altro grado di segretezza.  Non è detto che le rivelazioni siano qualcosa di più di pettegolezzi raccolti in giro e tenuti insieme dalle deduzione logiche dei funzionari che li hanno scritti. Al tempo stesso, però, danno un'idea del comune sentire della comunità diplomatica USA rispetto ad alcuni leader (come Berlusconi) e ai problemi geopolitici più scottanti. Insomma, siamo nel back office, ma la cassaforte per ora resta nascosta.

There are 251,287 dispatches in all, from more than 250 US embassies and consulates. They reveal how the US deals with both its allies and its enemies – negotiating, pressuring and sometimes brusquely denigrating foreign leaders, all behind the firewalls of ciphers and secrecy classifications that diplomats assume to be secure. The leaked cables range up to the "SECRET NOFORN" level, which means they are meant never to be shown to non-US citizens. As well as conventional political analyses, some of the cables contain detailed accounts of corruption by foreign regimes, as well as intelligence on undercover arms shipments, human trafficking and sanction-busting efforts by would-be nuclear states such as Iran and Libya. Some are based on interviews with local sources while others are general impressions and briefings written for top state department visitors who may be unfamiliar with local nuances. Intended to be read by officials in Washington up to the level of the secretary of state, the cables are generally drafted by the ambassador or subordinates. Although their contents are often startling and troubling, the cables are unlikely to gratify conspiracy theorists. They do not contain evidence of assassination plots, CIA bribery or such criminal enterprises as the Iran-Contra scandal in the Reagan years, when anti-Nicaraguan guerrillas were covertly financed. One reason may be that America's most sensitive "top secret" and above foreign intelligence files cannot be accessed from Siprnet, the defence department network involved.

The Guardian


Berlusconi appears increasingly to be the mouthpiece of Putin

Le prime rivelazioni sull'Italia secondo il New York Times:

 An intriguing alliance: American diplomats in Rome reported in 2009 on what their Italian contacts described as an extraordinarily close relationship between Vladimir V. Putin, the Russian prime minister, and Silvio Berlusconi, the Italian prime minister and business magnate, including “lavish gifts,” lucrative energy contracts and a “shadowy” Russian-speaking Italian go-between. They wrote that Mr. Berlusconi “appears increasingly to be the mouthpiece of Putin” in Europe. The diplomats also noted that while Mr. Putin enjoys supremacy over all other public figures in Russia, he is undermined by an unmanageable bureaucracy that often ignores his edicts.

New York Times


Addio al papà dei libertarian

David F. Nolan, il   fondatore del Libertarian Party, è morto qualche giorno faRobert Poole lo ricorda su Reason.

After graduation, Dave went into the advertising business in Denver, and it was in Denver that he introduced what will be his two legacy contributions to the cause of liberty: the Nolan Chart and the Libertarian Party. Dave introduced the former in a January 1971 article in The Individualist, the magazine of the Society for Individual Liberty (and an early competitor of Reason magazine). The basic idea was to discredit the typical left-to-right political spectrum as leaving no room for the libertarian position. Instead of a straight line, engineer Dave introduced a two-dimensional chart, with economic freedom on one axis and individual liberty on the other. The chart made it easy to see how liberals, conservatives, populists, and libertarians compared, and was a true breakthrough that reshaped political analysis, polling, and news reporting, helping to introduce “libertarian” as a distinct political position. As is generally well-known, Dave and some friends created the Libertarian Party in his Denver living room in 1971, in disgusted reaction to President Richard Nixon’s imposition of wage and price controls.

Los Angeles Times, Reason


Università: riforme epocali e incapacità ministeriali

Oggi le università statali attendono di conoscere l’entità dei finanziamenti attribuiti per il 2010 (non avete letto male: si tratta della distribuzione del Fondo di finanziamento ordinario relativo all’anno in corso!). I fondi per la ricerca sono bloccati: a maggio 2010 sono state presentate domande per un bando di finanziamento pubblico della ricerca, ironicamente denominato “bando Prin 2009”, per il quale si attende ancora la nomina definitiva della commissione di garanti che dia avvio al processo di valutazione. In assenza di normativa di riferimento non è possibile bandire alcun tipo di concorsi. E ovviamente incombe la riduzione dei fondi per l’università per il 2011 (un miliardo e 350 milioni di euro). Si dice che ciò sia parzialmente attenuato dall’emendamento alla legge di stabilità (che riassegna per il prossimo anno 800 milioni di euro, senza rivedere il taglio relativo al 2012), ma non è chiaro in quale forma e con quali vincoli questo finanziamento verrà distribuito. Non sono state predisposte le infrastrutture necessarie per l’attuazione della riforma. La valutazione della ricerca è ferma al 2001-03, e in assenza di nuovi dati ogni ripartizione dei fondi tra gli atenei sulla base del merito ha perso qualsiasi riferimento credibile. La nuova agenzia di valutazione della ricerca (Anvur) non è ancora operativa: non sono stati ancora nominati i componenti del consiglio direttivo e ci vorranno anni prima che la nuova agenzia sia in grado di produrre i primi risultati.

Tutta colpa  dei baroni e dei ricercatori sui tetti, immagino.

La Voce


E poi qualcuno ha nascosto al Cav. la tintura per i capelli

Nel consiglio dei ministri di oggi il ministro degli Esteri, Franco Frattini, ha riferito su vicende delicate che rappresentano il sintomo di strategie dirette a colpire l'immagine dell'Italia sulla scena internazionale. L'attacco a Finmeccanica, la diffusione ripetuta di immagini sui rifiuti di Napoli o sui crolli di Pompei, l'annunciata pubblicazione di rapporti riservati concernenti la politica degli Stati Uniti, con possibili ripercussioni negative anche per l'Italia, impongono fermezza e determinazione per difendere l'immagine nazionale e la tutela degli interessi economici e politici del Paese. Tale intento è stato unanimemente condiviso dal Consiglio. Lo comunica la nota finale di Palazzo Chigi.

Il Sole 24Ore


Paese che vai...

Una guria texana ha giudicato Tom DeLay, l'ex majority leader repubblicano della Camera, colpevole di riciclaggio. La cosa divertente - e istruttiva per noi italiani, dove mal che vada ti becchi 7 anni per una bazzecola come il concorso esterno in associazione mafiosa - è che  DeLay avrebbe violato la  legge texana che non permette contributi diretti della corporation ai candidati. Un affare da 190.000 dollari. Per carità non spiccioli, ma insomma. Ora l'ex potentissimo Tom "the Hammer" DeLay rischia una pena che può arrivare all'ergastolo.

Judge Pat Priest has wide discretion in sentencing the former majority leader, who was known as “The Hammer” for his no-holds-barred style during 20 years in the House of Representatives. Mr. Delay could be sentenced from 2 years to 20 years in prison for the conspiracy count, and from 5 years to 99 years, or life in prison, for the money-laundering count.

New York Times