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luglio 2010

Perfidi giudei, cioè musulmani

L'Anti Defamation Legue si oppone alla costruzione della moschea che la Cordoba Initiative vuole costruire vicino a ground zero. Il motivo: la supposta sofferenza dei parenti delle vittime. Che a quanto pare vale di più della libertà di culto. A quanto pare i musulmani possono essere oggetti di pregiudizio, anche da parte di un organismo che dichiara con il suo  stesso nome di battersi contro ogni pregiudizio. Deve essere l'eccezione che conferma la regola.

AP via New York Times


Ora dirà che è stato querelato perché è bianco

Shirley Sherrod - l'impiegata del ministero dell'Agricoltura USA licenziata dopo una serie di false accuse di razzismo a rovescio - ha detto che è pronta a querelare Andrew Breibart, il blogger conservatore, che aveva fatto nascere il caso.  In perfetta malafede, direi.

The Caucus (New York Times)


Sul lasciar morire

Un bellissimo pezzo di Atul Gawande sul New Yorker.

Spending one’s final days in an I.C.U. because of terminal illness is for most people a kind of failure. You lie on a ventilator, your every organ shutting down, your mind teetering on delirium and permanently beyond realizing that you will never leave this borrowed, fluorescent place. The end comes with no chance for you to have said goodbye or “It’s O.K.” or “I’m sorry” or “I love you.” People have concerns besides simply prolonging their lives. Surveys of patients with terminal illness find that their top priorities include, in addition to avoiding suffering, being with family, having the touch of others, being mentally aware, and not becoming a burden to others. Our system of technological medical care has utterly failed to meet these needs, and the cost of this failure is measured in far more than dollars. The hard question we face, then, is not how we can afford this system’s expense. It is how we can build a health-care system that will actually help dying patients achieve what’s most important to them at the end of their lives.

New Yorker



Raw Data

Anne Applebaum nota - meglio di me, ma con qualche superficialità in più - che senza un notevole lavoro di tipo giornalistico i dati pubblicati da wikileaks sono muti. Solo che - visto che c'era poco tempo - si è fatto un lavoro all'ingrosso.

But there weren't any reporters, and there wasn't time to do real journalism, so the deeper context for these documents will have to be acquired in some other fashion. Eventually, a historian or a good investigative reporter will make sense of them using interviews, memoirs, other documentation from other sources, expertise. That will take time, money, and possibly the support of the mainstream media—a magazine, a newspaper—or even an "elite" institution like a university. Until then, the leaks offer nothing more than raw data. They provide "color." They provide details. They help reinforce existing biases: I note for the record that the Guardian's interactive map of the "significant incidents" revealed by these documents shows only military failures—civilian casualties, accidents—and does not have a key color for any sort of success. (anche perché - se no - avrebbe dovuto chiamarsi "interactive map of the significant incidents and successes", ndr)

Intanto Daily Beast ricostruisce il rapporto tra il New York Times e il fondatore di WikiLeaks, Julian Assange. Un rapporto - come dire? -  burrascoso.

Slate, Daily Beast


Favorisca i documenti...

Lo so che qui in Italia è difficile da capire - visto che la carta d'identità può chiedertela anche la polizia municipale -, ma il punto più controverso della legge sull'immigrazione dell'Arizona, l'articolo di legge che è stato bloccato ieri a poche ore dall'entrata in vigore del provvedimento dalla decisione di una giudice federale, è proprio la possibilità per le forze dell'ordine di controllare la regolarità dell'immigrazione richiedendo, appunto, un documento. Un controllo che presuppone, quindi, che gli immigrati regolari portino sempre  con sé le carte per dimostrare di essere in regola. E' proprio  questa eventualità a essere considerata discriminatoria.

New York Times


Minimo sindacale

LorenzoC nota che Denis Verdini è sicuramente una persona impegnata - tra banca, quotidiani di cui è editore o ha una partecipazione, lavoro di coordinamento del Pdl, appuntamenti con i conoscenti di Dell'Utri e, ultimamente, anche interrogatori in procura -, ma un deputato decisamente mediocre:

Secondo i dati ufficiali della Camera Denis Verdini non è un infaticabile deputato:
- proposte di legge presentate : zero
- interrogazioni, mozioni, interpellanze: 1 (sul caso escort a Bari)
- ordini del giorno: zero
- interventi in assemblea : 1
- presente a solo un terzo dei voti (34%)
- 598° su 630 nell'indice di attività parlamentare elaborato da OpenParlamento.

Numeri da visita fiscale, direbbe il ministro Brunetta.

LorenzoC


Anche Google si interessa ai giochi via social network

Google ha trattative in corso con un buon numero di società - inclusa Playdom, che è stata acquistata ieri dalla Disney e Zynga, la società che ha sviluppato Farmville - che offrono giochi on line tramite le piattaforme di social networking. Segno che il progetto di un sito alternativo a Facebook sta prendendo corpo?

It is unclear when Google may launch the new gaming offering and the plans aren't finalized, but people briefed on the matter said the games would be part of broader social-networking initiative that is under development by the Mountain View, Calif., company. In an interview this week, Google Chief Executive Eric Schmidt declined to confirm the development of a social-networking service that would incorporate social games. When asked if Google's service might resemble Facebook's, Mr. Schmidt said "the world doesn't need a copy of the same thing."

Wall Street Journal


Topolino all'assalto dei Social Network

La Disney ha sborsato 536,2 milioni di dollari per comperare Playdom, una società che sviluppa giochi on line per i social network.

"This acquisition furthers our strategy of allocating capital to high-growth businesses that can benefit from our many characters, stories and brands, delivering them in a creatively compelling way to a new generation of fans on the platforms they prefer," Bob Iger, Disney's president and chief executive, said in a statement.

Company Town (Los Angeles Times)