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marzo 2009

Fare i biscotti senza la farina

Il quadro economico in cui si trovano ad agire i quotidiani USA è deprimente (qui viene ricapitolato il crollo delle entrate pubblicitarie), ma non mi sembra che fare a meno dell'AP per un free press (non uno qualsiasi: quelli di Metro negli States) sia la cosa più giusta. Anche se Jeff Jarvis pensa il contrario. La mia impressione è che taglieranno il costo e - invece di fare assunzioni per coprire  meglio il livello locale - semplicemente diranno alla redazione già stremata: "Arrangiatevi e, al posto della farina,  usate la segatura. Tanto è tutto gratis".
TechCrunch, Newspaper Innovation, BuzzMachine


Orrore! Obama fa politica industriale

Una delle differenze più profonde tra l'Europa e gli Stati Uniti è proprio il quadro di riferimento che regola l'intervento dello stato nell'economia.  Bene, sembra che le ultime mosse di Obama stiano cancellando questa differenza. E molti cominciamo a preoccuparsi (qui David Brooks e qui William J. Holstein). Intanto, però, i numeri di BO continuano ad essere buoni.
Los Angeles Times, New York Times, Washington Post


Piano per la conquista del mondo

Quelli di Google hanno deciso di occuparsi anche di venture capitalism. Intanto YouTube ha capito che con il contenuto generato dagli utenti (UGC) non si va molto lontano. E quindi sta cercando di separare i contenuti professionali da quelli amatoriali.  Una svolta che non piace molto a NewTeeVee.  Comunque YouTube ha perfezionato un bel accordino con Disney, cioè - in termini di politica aggressiva di tutela dell'identità di marca - con il diavolo in persona.
New York Times, NewTeeVee


Carta batte web

A me la nuova versione cartacea  dell'IHT  piace molto: hanno pulito il giornale, ridisegnato i caratteri, messo a posto le sezioni (con la sezione business, sempre più pesante, in fondo). E soprattutto non hanno eliminato le strisce dei comics.  Ho qualche dubbio in più, invece, sul nuovo sito che è semplicemente un'annessione da parte del NYT (di cui diviene la global edition). In sintesi hanno ucciso un sito che aveva una certa storia  per avere un bel po' di utenti unici in più sulla testata principale. Lecito, ma forse sintomo di una visione piuttosto ristretta.
International Herald Tribune, paid content


Meno pubblicità, più lettori paganti

Secondo Doc Searl questa potrebbe essere la via per far far sopravvivere il giornalismo. E più o meno è la stessa ricetta  di  Eric Clemons ( da TechCrunch, ma tradotto da LSDI). Ma naturalmente ci troveremmo di fronte a prodotti editoriali molto diversi da quelli a cui siamo abituati. Intanto il Council for Research Excellence (della Nielsen, ma con un board indipendente) ha scoperto che ogni americano adulto guarda uno schermo per circa 8,5 ore al giorno e si beve 61 minuti di pubblicità. E la tv è ancora regina.
Doc Searl, LSDI, New York Times


You’re allowed to have laces

La cosa più divertente di questo insieme di cattiverie sui guai finanziari della società che produce le  Crocs è il fatto che la pubblicità contestuale suggerisce solo posti dove comperare gli odiatissimi pezzi di plastica. Che è un po' come avere la pubblicità tv  del PD dopo la miglior tirata su Franceschini  di Emilio Fede.
Manolith via un thread a cui ha partecipato  Dave Winer su Friendfeed