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febbraio 2009

Braccino corto

I piani di stimolo dell'economia, secondo un grafico pubblicato sull'ultimo numero del Nouvel Observateur, valgono il 5,6% del Pil negli Stati Uniti, il 3,3% in Germania, l'1,5% in Gran Bretagna e Francia, l'1,2% in Spagna e solo lo 0,4% in Italia. Avendo un partito d'opposizione e non non una libera confederazione di voti di coscienza si potrebbe pure fare qualcosa di politicamente efficace.
paferrobyday


Houston, We Have a Problem

Luca Sofri ieri ha guardato i telegiornali delle otto di sera e ha scoperto la bassa qualità dei tg italiani. Secondo i dati Censis (presi dal rapporto dell'anno scorso)  Luca condivide l'esperienza di guardare la tv  con il 94,4% degli italiani (un po' meno del 6%, infatti  non accende l'elettrodomestico). La sua insoddisfazione, invece, è quella  del 22,3% degli italiani televedenti. Sembrano pochi, ma è il dato più alto tra i media classici (escludendo cose un po' particolari come il teletext, il cellulare,  il videofonino, e i settimanali).
Wittgenstein


De-icing

Una column di George Will - apparsa il 15 febbraio  sul Washington Post - in cui l'illustre editorialista conservatore se la prendeva con le previsioni (a suo dire) troppo azzardate sugli effetti del "global warming" ha dato la stura a uno dei dibattiti più divertenti degli ultimi anni sulla capacità dei sovrabbondanti staff delle pagine dei commenti dei giornali USA di fare un'attività di fact-checking decente sui pagatissimi editoriali delle grandi firme e sulla sostanziale leggerezza con cui gli illustri columnist usano i dati scientifici. Qui Carl Zimmer (un grazie a  Massimo Morelli per il link) riassume la vicenda.  In sintesi: la column di Will è stata rivista da alcuni suoi assistenti, da due editor del Washington Post Group, da un editor della pagina degli editoriali  del WP e da due copy editor del WP. Una bella manica di teste d'uovo. Però nessuno di loro si è sentito in dovere di fare una bella telefonata agli scienziati dell'Arctic Climate Research Center che avrebbero potuto evitare almeno la scivolata più grossa di Will. In più Will si è difeso in modo piuttosto goffo (se leggete l'articolo sentirete in sottofondo il rumore tipico di una persona che sta cercando di arrampicarsi su uno specchio: unghie che sfregano su una superficie liscia), l'ombudsman del WP si è accontentato e  Fred Hiatt (il capo della pagina degli editoriali del WP) se l'è cavata dicendo che grande è l'incertezza sotto il cielo dei dati scientifici. Quindi un'interpretazione vale l'altra. Che poi è la difesa standard degli astrologi e dei ciarlatani. E non dovrebbe essere quella dei giornalisti.
TheLoom (discoverMagazine)


In apnea

  • Il Rocky Mountain News  chiude. Oggi è in edicola con l'ultimo numero. E' il primo quotidiano di una grande città (insomma,  Denver)  che chiude. Era stato fondato nel 1859. Prima del Corsera, per dire. (Gawker).
  • Il NYT riduce le uscite del suo supplemento fashion e Style T. (NYPost)
  • Google si è messa a succhiare pubblicità anche da Google News. (AllThingsDigital)
  • La maggior parte dei quotidiani francesi è alla canna del gas. (AFP MediaWatch)
  • Quella linguacciona di Liz Smith lascia il NYPost (insomma, diciamo così) dopo 33 anni. Scriverà per un sito web. (Daily Beast)
  • Il traffico dei siti web dei quotidiani regionali inglesi è in diminuzione.  (Guardian)

Provaci ancora, Bobby

Quasi tutti concordano sulla buona prova di Barack Obama nel suo primo discorso di fronte al Congresso. Quasi tutti concordano sul fatto che Bobby Jindal - il giovane governatore repubblicano della Louisiana -, scelto dal GOP per fare il discorso di risposta, sia stato catastrofico. Per fortuna, si diceva ieri,  che nel 2040, quando tutti avranno dimenticato la figuraccia (è stato paragonato a Kenneth il fattorino di 30 Rock), sarà ancora relativamente giovane. In ogni caso più di John McCain l'anno scorso.

Huffington Post, MSNBC, Alex Balk


Le intenzioni sono buone

Il Mulino sbarca in Rete. Certo, il sito è un po' povero (e la maggior parte dei contenuti è a pagamento), ma , insomma, fino a ieri era un austero bimestrale...
Il Mulino
ps. Auguri a Piero Ignazi che è il nuovo direttore
ps. ps. Per Angelo: e pensare a qualcosa di simile per Problemi dell'Informazione?
ps.ps.ps. Grande l'apertura al web, ma le note negli articoli, porca paletta, servono. Volete diventare un Espresso bimestrale? Avete contratto il morbo di Giampaolo Pansa (note nei  libri di storia? Giammai, me ne frego, è un complotto demo-pluto-masso-professoral-giudaico e pure precisin-comunista)?


Numeri da film dell'orrore

Il calo della pubblicità nel mercato USA (il calo sul mercato totale è frazionale, -0,4%,  ma c'è):


According to VSS’s Mid-Term Forecast, leading the downward trend are the Newspaper Publishing segment estimated to contract by 16.2% in 2009 (vs. -13.5% in 2008), followed by Broadcast Television projected to decline by 9% in 2009 (vs. -0.5% in 2008).  Consumer Magazine Publishing is expected to decrease by 8.5 % (vs. -6.8% in 2008), closely followed by Broadcast & Satellite Radio projected to drop by 7.2% this year (vs. -5.8% in 2008). 


VSS via MediaWatch