Pare che - nella foga di far partire la rivoluzione del digitale terrestre in Piemonte - qualcuno si sia dimenticato alcuni dettagli. Tipo il fatto che esistono le montagne e che quindi servono tanti ripetitori. Ma proprio tanti.
La Stampa via Vittorio Pasteris
ps.Il fatto che con la tecnologia del digitale terrestre sia difficile coprire tutto il territorio nazionale (visto che l'Italia ha un'orografia che non aiuta) non era proprio ignoto. In più le risorse impegnate dalla Rai sono molto scarse. Così per molti questa rivoluzione significherà solo comperarsi una bella antenna parabolica e fare l'abbonamento a Sky (ma non è detto che la Rai non sia costretta da Silvio general owner Berlusconi a scendere dalla piattaforma) oppure acquistare il decoder di TivùSat.
Però, direte, quelli che hanno la fortuna di vivere in pianura, dopo aver sborsato una paccata di soldi (nuova tv o decoder, antenna messa in regola ecc.), avranno un segnale migliore (vero: il segnale analogico con i televisori digitali fa schifo) e soprattutto aumenteranno il numero dei canali ricevuti. Peccato che la maggior parte dei nuovi canali sia a pagamento. E che in molti parti d'Italia l'unica cosa per ora ricevibile sia proprio la parte a pagamento.
In sintesi per ora guadagna uno solo: quello che ha sviluppato un'offerta decente di canali a pagamento (diciamo che quelli che occupano banda cercando di vendere porno polacchi e wresling indonesiano non contano), saldando a pie' pari le restrizioni di legge che gli erano imposte sul satellite. Provate a indovinare il nome.