Ecologia

Farsi rubare la scena da una sedia vuota

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Come succede spesso nei film di Clint Eastwood un anziano intruso ieri ha dirottato la convention repubblicana di Tampa. Ma non era per lamentarsi dell'eutanasia del Medicare chiesta dai repubblicani. Infatti, come spesso accade nei film di Clint Eastwood, l'anziano estraneo era interpretato da Clint Eastwood e - come sempre nei film della casa di produzione di Clint Eastwood, la Malpaso - gli effetti speciali erano fatti da Clint Eastwood, che è anche un buon carpentiere. In questo caso l'effetto speciale era una sedia vuota dove stava un invisibile Barack Obama costretto ad ascoltare pazientemente la litania di  accusa dell'anziano attore. Il risultato è stato che alla fine l'account twitter della sedia vuota ha raccolto più di 30mila follower.

Dopo c'è stato il prevedibilmente noioso discorso di Mitt Romney (qui lo score di Nate Silver). Ma l'ultima parola, come spesso accade quando s'invitano convitati di pietra,  l'ha avuto l'invisibile protagonista dell'ultima giornata della convention repubblicana, cioè «il principale esponente dello schieramento avversario», per dirla con le parole di un altro  genio che si piccava di sapere come si fa la comunicazione politica. 

New York Times, Politico, Andrew Sullivan, FiveThirtyEight, @barackobama


Solo nei fumetti

Arnold Schwarzenegger è in Europa per lanciare The Governor, la sua serie a fumetti per bambini. E ha fatto tappa a Londra per incontrare il sindaco Boris Johnson che lo ha deliziato con la sua iniziativa per promuovere l'uso delle biciclette. Che Schwarzenegger vorrebbe importare a Los Angeles

“I wish we had something like it in Los Angeles,” says Mr Schwarzenegger. “The idea of having 6,000 bikes out there . . . that’s 6,000 people a day not in their cars, not causing traffic jams or pollution.”

Peccato che per usare la bici a LA si debba essere pronti a fare la Milano-Sanremo tutti i giorni per andare al lavoro. Ma nei fumetti può succedere.

Financial Times


Le scorie sul tetto che scotta

Uno dei problemi di progettazione delle centrali nucleari Mark I - come quelle che stanno dando problemi a Fukushima, prodotte negli anni '70 dalla General Electric - è sempre stato considerato lo stoccaggio delle barre esaurite di combustibile al di fuori della struttura di contenimento del sito. Un problema reso più urgente dal fatto che - visto i ritardi con cui vengono processate e stoccate le scorie, dato che nessuno vuole un cimitero nucleare sotto casa - i depositi all'interno delle centrali sono pieni all'inverosimile. E, come da manuale, quello che sta accadendo in queste ore a Fukushima sta dando ragione ai critici. (non è un articolo di Rep, ma di Pro Publica, una cosa che può considerare seria anche Gianni Riotta che è eticamente 'mericano)

At Fukushima, these tanks are attached to the outside of the reactor’s containment structure. The pools are deep – typically the fuel lies under 25 feet of water. Although the concrete-and-steel containment is designed to trap radiation leaks, there is no such protection for pools outside. When the U.S. reactors were built, everyone assumed the government would open a national storage center to handle the tons of radioactive spent fuel from nuclear plants. The proposed Yucca Mountain site in Nevada never opened, so the old fuel sits at nuclear plants across the country. Many plants have been operating for 20 years and have tons of used fuel in cooling pools.

Se non vi basta questo ecco un articolo  del Washington Post sulla contabilità lasca delle scorie nucleari negli Stati Uniti. Così, per fare un po' d'analisi dei rischi economici senza cravatte in tono.

Pro Publica, Washington Post

 


Turning Point

E' quando qualcuno comincia a pensare che tu nasconda più di quanto dica. E' lo stesso momenti in cui  la tutina azzurra che indossi più che a un eroico e umile operaio del potere  dedito al bene comune comincia a far pensare a un gigantesco coglione che non sa che pesci prendere visto che la situazione gli è  è sfuggita di mano. A questo punto la strada della trasparenza - per esempio rendere pubblici i dati sulla radioattività misurata  - è l'unica che potrebbe permetterti di evitare il meltdown comunicativo perché la paura e l'incertezza mangiano l'anima.

Guardian, Nature, paferrobyday


Invisible Hand

Qualcuno mi spiega perché - se il nucleare è così conveniente dal punto di vista economico - nessuno ha mai più finito di costruire una centrale nucleare negli Stati Uniti - che tra l'altro hanno anche l'incentivo del dual use, visto che il plutonio fa comodo quando uno ha una mission da portare avanti - da Three Mile Island in poi?

paferrobyday


Grazie, Chicco Testa

Non quello di adesso. Quello di prima quando faceva il  verde e che ha contribuito a far vincere il referendum contro il nucleare in Italia. Il Financial Times spiega abbastanza bene perché il metano sarà, probabilmente, il futuro (e quindi l'aver costruito un tot di centrali può essere  spendibile sul mercato):

Relying on gas brings its own political complexities and risks, particularly given the absence of a fully integrated grid across the European Union. But compared with nuclear power, gas looks safe and easy, with lower capital costs and more rapid payback times for investors. In Japan, too, it is hard to imagine that recovery will involve a rapid reconstruction of the nuclear sector. Although gas carries its own risks, what has happened during the past few days is likely to persuade policymakers in Tokyo that importing gas remains the easiest choice.

La conclusione dell'articolo, invece,  è piuttosto disperante per il Chicco Testa di oggi:

For the nuclear industry the next few days are crucial. If the situation at Fukushima deteriorates with a significant release of radioactive material, international confidence in the sector will be destroyed. Few if any new stations will be commissioned and in both Europe and America the future of existing stations will be uncertain. A technology that promised to provide a significant source of carbon-free power will have lost public trust.

Financial Times


Le parole sono radioisotopi

La battaglia che si sta combattendo  sul fronte dell'emergenza nucleare in Giappone - riguardo ai media, l'unico campo  sul quale sono abbastanza competente per dare un giudizio un minimo fondato - è anche fatta di strategia nella scelta degli eufemismi migliori.

Per esempio,  sembra ormai confermato che in due dei reattori della centrale di Fukushima ci siano stati numerosi danni alle barre di combustibile nucleare, cioè, in altre parole,  una possibile parziale fusione del nucleo. Ma dirlo in un modo o nell'altro più fare la differenza. Del resto quando si parla di meltdown non ci si riferisce a un evento che abbia una qualche somiglianza con un'esplosione atomica, ma a un incidente che può avere gravi conseguenze per quel che riguarda la contaminazione ambientale.

Allo stesso modo è confermato anche un certo grado di contaminazione esterna. Ma anche qui è  questione di come viene data la notizia. Yukio Edano, il Chief Cabinet Secretary del governo nipponico che si occupa dei rapporti con i media, preferisce cercare di smontare la notizia dal suo interno dicendo che non si tratta di una contaminazione significativa e che non farà troppi danni   -  "the release of large amounts of radiation was unlikely". L'esercito americano, che ha meno problemi, dà un quadro più allarmante:

Pentagon officials reported Sunday that helicopters flying 60 miles from the plant picked up small amounts of radioactive particulates — still being analyzed, but presumed to include cesium-137 and iodine-121 — suggesting widening environmental contamination.

Le due descrizioni non sono in contraddizione. Solo che con la prima andate al lavoro senza preoccuparvi troppo, mentre con la seconda correte in farmacia a comprare compressi di iodio. Ecco, io spero che i tecnici giapponesi che stanno cercando di far fronte all'emergenza nucleare - a volte rimettendoci la vita, solo che per saperlo dovete leggere attentamente i comunicati stampa della Tepco, la società che gestisce gli impianti di Fukushima e che fa di tutto per non far capire ciò di cui sta parlando   - siano altrettanto abili di chi sta gestendo la comunicazione sull'emergenza stessa.

New York Times

 


Long-string attacched

Pare che le decisioni prese da Bp nel trivellare il pozzo non siano state particolarmente attente alle esigenze di sicurezza. E particolarmente attente, invece, ai costi e alla velocità di trivellazione. Una scelta che costerà alla compagnia 20 miliardi di dollari. E all'amministratore delegato, con tutta probabilità, la poltrona.


The insight into BP's record comes amid fierce pressure on the oil giant and its partners, who share billions in liability in the accident. Anadarko blasted BP Friday in a statement by Chief Executive Jim Hackett, who said: "The mounting evidence clearly demonstrates that this tragedy was preventable and the direct result of BP's reckless decisions and actions." A long-string design is cheaper because a single pipe runs the length of the well and can be installed in one step. But it also can create a dangerous pathway for natural gas to rise unchecked outside the pipe. The alternative, known as liners, is seen as safer because it has more built-in places to prevent oil or gas from flowing up the well uncontrolled. "There are more barriers, and the barriers are easier to test," says Gene Beck, an engineer and professor at Texas A&M University.

Wall Street Journal