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giugno 2014

E nel giugno 1944 non c'era Twitter

 

False-Flash-Girl
Lance Ulanoff, un giornalista di Mashable, ha dato uno sguardo, grazie ai Google's archives -  alle altre notizie riportate dai giornali  nei giorni dello sbarco in Normandia. E ha scoperto che, in un titolino a due colonne nelle pagine interne, viene raccontata anche la storia della dattilografa inglese dell'Ap di Londra che, per un errore, mandò in rete la notizia dell'invasione che non era ancora avvenuta. 

A so-called “False Flash Girl,” based in London, had to publicly apologize to America for inadvertently sending news of the Allied invasion across AP wires before it actually happened. “I was just practicing for invasion day,” she told the AP. “I knew they would want me to be quick with the message then.” The story continues:

“I thought if I typed it out on a machine beforehand I would not be so nervous about it when the real message came, so I typed what the message would read like.” “I was operating the teleprinter machine where you punch out tape which has to run through another machine before it goes through to New York. I had intended to tear the test message off the tape.”

She didn’t and when another real and urgent message came through, she forgot about the test message and sent it through with the real one. The young woman was devastated and, it seemed, out of a job. “Well, they hinted that they didn’t want me around anymore,” she told the reporter.

Questo per dire dei pericoli della dittatura dell'istante e degli account delle agenzie sui sociali network.

Poi c'è la prima pagina del Washington Post del 6 giugno. La cosa divertente è che, nella cartina,  le direttrici dell'invasione sono quelle che i tedeschi si aspettavano e non quelle vere. Lo sbarco non fu nella zona di Calais come sembra dalla cartina, ma tra Carentan e Caen come correttamente riportato nell'articolo. 

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Mashable, Washington Post

 


Il professor Becchi e lo strano caso di Puppet Papademos

Oggi sul blog di Grillo è continuata l'offensiva per convincere gli attivisti del Movimento 5 Stelle a ratificare la decisione - sostanzialmente già presa - dell'apparentamento a Bruxelles con l'Ukip, il partito indipendentista inglese di Nigel Farage.

In un lungo post  il professor Becchi - l'ideologo del Movimento - ha sintetizzato i quattro motivi per cui l'alleanza con i verdi non va bene. E, naturalmente, ha mostrato  le possibili convergenze con il movimento di Farage. Così ha riportato un lungo intervento dell'eurodeputato euroscettico  contro il governo di Lucas Papademos che ha retto la Grecia dal novembre 2011 al maggio 2012, in piena bufera economica.

Le accuse sono le solite: totale adesione ai voleri della Troika e quindi, almeno in parte, della Commissione europea. Solo che il professor Becchi non è ferratissimo sui politici greci e quindi  - traducendo dall'inglese - ha confuso il nome del povero  Papademos con un insulto di Farage: "puppet".  E così è saltato fuori il divertente Puppet Papademos. 

Naturalmente Farage voleva intendere una cosa tipo "quella marionetta ("puppet" in inglese) di Papademos", ma in effetti "puppet" fa molto greco, un po' come "ouzo" o "sirtaki", e quindi perché perdere del tempo per controllare il nome vero del povero Papademos, soprattutto quando c'è una battaglia in corso? 

Il Blog di Beppe Grillo (Hat Tip a @christianrocca)