«Che idea si è fatto lei dell'attività che svolgeva Daccò, posto che ci ha detto che ha ricevuto diversi milioni di euro da ospedali e case di cura, che tali pagamenti sono supportati da documentazione falsa, che gli importi sono spropositati rispetto all'oggetto delle prestazioni peraltro inesistenti e che Daccò non risulta avere alcuna competenza specifica nel settore sanitario?», chiedono i pm.
Grenci [Giancarlo Grenci, il fiduciario svizzero di Pierangelo Daccò, che lo ha inguaiato con un interrogatorio fiume il 14 dicembre dell'anno scorso, ndr] risponde riferendo ciò che lo stesso Daccò gli ha detto: «Svolgeva un'attività di consulenza nel senso che risolveva problemi relativi a rimborsi e finanziamenti che gli enti per i quali lavorava facevano fatica ad ottenere dalla Regione Lombardia. Tale attività, più che su competenze specifiche, si fondava su relazioni personali e professionali che lo stesso Daccò aveva all'interno della Regione».
Immagino che il pagamento di biglietti aerei per Roberto Formigoni, suo fratello Carlo, una sua parente e il suo collaboratore Alberto Perego sia classificabile sotto la voce "attività di relazione".
