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dicembre 2011

Secondo me ha comperato delle farfalline

Silvio Berlusconi trascorrerà Capodanno a Villa Certosa. [...] Obbligata per Berlusconi la tappa al J&P, il negozio di antiquariato che si trova all’interno del centro commerciale Billa, dove ha fatto gli auguri al titolare del negozio, Giosafat Petrucci che non ha voluto dire che cosa il presidente abbia acquistato.

Ansa


Giornalista è chi giornalista fa

Un buon pezzo del Guardian sull'importanza delle immagini riprese dai cittadini per "coprire" la primavera araba.  In sintesi: le immagini che ci resteranno in testa di questi eventi sono quasi tutte nate dalla voglia di testimonianza di persone comuni e attivisti coinvolti nelle manifestazioni. Un po' come il cambio di paradigma provocato dalla copertura tv della guerra del Vietnam, secondo la lezione di Daniel Hallin.

Al-Jazeera's citizen media service Sharek received about 1,000 cameraphone videos during the Egyptian uprising against Hosni Mubarak. Riyaad Minty, its head of social media, said: "Post Egypt, in places like Libya, Yemen and Syria, citizens posting online have been the primary lens through which people have been able to see what is happening on the ground. "Now our main stories are driven by images captured by citizens on the street, it's no longer just a supporting image. In most cases citizens capture the breaking news moments first. The Arab spring was really the tipping point when it all came together."

Nel mio piccolo me ne ero accorto all'inizio della rivolta libica quando mi sono reso conto dell'importanza della ribellione grazie a un account Flickr e non guardando le agenzie.

Guardian, paferrobyday

 


E dopo Einaudi cosa? La spigolatrice di Sapri?

La cosa divertente della lunga lettera scritta a Reset da Giorgio Napolitano è il suo  aggrapparsi a modelli che erano già vecchi nel secolo breve. Ritrovarsi nella lezione liberale di Luigi Einaudi - considerando l'epoca dei partiti di massa e del suffragio universale  una breve parentesi storica - fa abbastanza impressione. 

Seguendo la teoria economica delineata dal presidente, poi, anche la timida politica industriale delineata da Romano Prodi sembra un esempio da manuale di pericoloso comunismo.

Sembra quasi che, con l'avanzare degli anni, Napolitano sia rimasto in quota Amendola, passando però da Giorgio a Giovanni. E tutto in nome del riformismo. Ora mi aspetto un'apologia della noblesse de robe per il discorso di fine anno, in modo da superare anche quell'inganno chiamato democrazia.

Reset, paferrobyday

ps. Una cosa di Einaudi manca, però, a Napolitano. La concisione stilistica. La lettera dell'attuale presidente equivale più o meno all'intera produzione  intellettuale del vecchio presidente. E, naturalmente, Napolitano non possiede una tenuta nelle terre del Barolo per contemplare i fatti del mondo. Ma, non essendo più marxista, è probabile che pensi che non ce ne sia bisogno per avere una visione liberale del mondo.


Giorgio Bocca (1920-2011)

Il «mielismo» è qualche cose di diverso dal tradizionale servizio giornalistico alla linea dell'editore. È una concezione del giornalismo come diplomazia al servizio del potere. Il «mielismo» spiega al potere come deve coltivare nel migliore e più astuto dei modi i suoi interessi. Il «mielismo» è una concezione del giornalismo come arte di esercitare e servire il potere. E più eccellono in quest'arte, più si sentono soddisfatti. Un altro di questa scuola è Pierluigi Battista.

È un'intervista di Angelo Agostini a Giorgio Bocca apparsa su «Problemi dell'informazione» (3/2002) in piena epoca «mielista». Queste parole tenetele a mente, domani, quando leggerete qualche ritratto scritto con la penna intinta nel veleno. A Bocca piaceva il barolo duro come una fucilata, in un'epoca che venera le barrique. Era  un fossile vivente di un'altra era geologica. Meno patetica di questa.

Problemi dell'informazione


Il Rotondi di Natale

«L'antipolitica è stata inventata per cacciare Berlusconi e gli allocchi del centro-destra ci sono caduti gridando anche loro contro la casta. Adesso si prepara il vero partito dei padroni che nel 2012 morderà i vecchi partiti come Berlusconi spazzò via gli avanzi della Dc».

Dichiarazione di Gianfranco Rotondi, ex ministro all'Attuazione del programma.

Ansa