Oggi sul Corriere della Sera Paolo Nori riprende la sua polemica sul ponte De Gasperi di Parma, un enorme ponte alla Calatrava (ma più disegnato da un ingegnere con velleità artistiche) sul torrente Parma che, essendo un torrente, è spesso in secca.
A Parma raccontano che per l’inaugurazione di quel ponte, alla quale era stato invitato l’allora presidente della Agenzia per l’alimentazione, un belga, se non ricordo male, quando chiesero al presidente come gli sembrava il ponte, lui rispose: «Bellissimo ponte, peccato che non avete il fiume». La sproporzione tra le aspirazioni degli amministratori e le dimensioni e le necessità della città mi sembra fosse evidente fin da allora e questo modo di governare, questa mania di essere grandi, di essere i primi, di essere ricchi, oltre che comica, e pericolosa, non ha molto a che fare con Parma così come la capisco io.
Resta da dire che l'allora direttore esecutivo dellEfsa (non presidente), Geoffrey Podger, era inglese. E che Nori non ha ancora visto il ponte a Nord (sempre legato all'Authority) che vorrebbe essere una riedizione, in termini moderni, del ponte vecchio di Firenze e invece sembra uscito da un incubo di Jabba the Hut.
Paolo Nori
