Nonostante manchi ancora più di un anno dalle elezioni presidenziali USA (novembre 2012), la campagna elettorale è già iniziata (anzi, visto che è dagli anni '80 che si parla di permanent campaigning, diciamo che è uscita dalla fase di letargo). I segnali sono evidenti. Barack Obama, con un discorso molto aggressivo sul budget - che non è piaciuto affatto ai repubblicani, come dimostra questo editoriale del WSJ - è tornato a "energizzare la base". Intanto è partito il lavoro del suo comitato elettorale, come ricorda Ben Smith su Politico e, come nota Chris Cillizza, su The Fix, la nuova parola d'ordine è «compassion». In più i democratici si stanno attrezzando per raggiungere un livello adeguato di risorse da spendere. E i repubblicani? Secondo Peggy Noonan si danno la zappa sui piedi. Il problema? Beh, per esempio, Donald Trump che - pur essendo per molti ragioni il peggior candidato che i repubblicani possano scegliere - per ora è in testa nei sondaggi. Potere dei capelli di riporto e del cerone color mummia del Similaun. Vi ricorda qualcuno?
Wall Street Journal, Politico, Washington Post, New York Times, The Atlantic, Public Policy Polling
