Vittorio Pasteris riflette sullo stato del giornalismo online in Italia.
E’ banale ma va chiarito che se si ha disposizione una redazione di 250 giornalisti e un budget di diciamo 100 per un giornale cartaceo e se invece si dispone di una redazione di 15 persone e di un budget diciamo di 3 per un sito on-line, c’è poco spazio di manovra per sperare di realizzare un giornalismo meno mediato.
L’obiettivo editoriale di realizzare dei siti di news generalisti che coprano tutte le sezioni tematiche dei giornali tradizionali è uno sforzo che richiede di ottimizzare le poche risorse disponibili per realizzare comunque dei prodotti di qualità per quello che riguarda la completezza, l’onestà e la tempestività dell’informazione.
Si tratta dello stesso problema con cui devono convivere le redazioni radiofoniche e televisive di emittenti di piccole e medie dimensioni, che possono permettersi poche risorse e molta produttività. Per questi il problema di realizzare il pane, non di poter pensare al companatico.
Questo non vuol dire però che il giornalismo digitale deve essere per forza un giornalismo “povero” o “di bassa qualità”. Con risorse, budget e tempo a disposizione le redazioni on-line potranno senza problemi dedicarsi a inchieste, approfondimento, analisi, opinioni.
Il discorso è naturalmente molto più articolato, ma la dura realtà è questa.
LSDI
