I risultati li sapete: HRC ha vinto molto bene in Ohio e in Rhode Island e per un soffio in Texas (ma sta perdendo il voto dei Caucus). Obama ha vinto nel piccolissimo e pazzo Vermont.
Detto così sembrerebbe una vittoria netta per Hillary, ma non è proprio così. Alla fine, infatti, il numero dei delegati che la Clinton riuscirà ad ottenere non sarà enorme (Josh Marshall si sbilancia nel dire che sarà ad una cifra). E la matematica è contro Hillary: qui Jonathan Alter, in un pezzo forse troppo cattivo, lo dimostra conti alla mano e con risultati peggiori di quelli previsti nel seguito della campagna per Barack Obama. Alla fine il senatore dell'Illinois dovrebbe comunque mantenere un margine congruo nel numero dei delegati. Quindi è praticamente impossibile che Hillary riesca ad acchiappare la nomination, a meno di un improbabile putsch dei superdelegati.
Il fatto è che le cose sono meno serene di quello che sembrano per Obama. Lo sintetizza bene Josh Marshall: ora il senatore nero deve dimostrare che sa reagire agli attacchi "nasty" come quelli che gli sono stati rivolti dalla campagna di HRC. Solo essendo un po' più battagliero può sperare di essere credibile come presidente. Insomma deve "hillarizzarsi". Ma per lui può essere un problema, perché la sua narrativa prevede che faccia il contrario. Anche perché, come nota con malizia il WSJ, i difetti messi in luce ieri notte - e soprattutto il fatto di non aver vinto in un "battleground state" come l'Ohio - sono reali. E non basta passare oltre.
E Hillary? Beh, ha dimostrato di essere una formidabile incassatrice e di riuscire a rimettersi in piedi. Ma - come nota John Dickerson - "Clinton has come back, but has she come back far enough?"
Ancora due cose. La negatività funziona e accusare qualcuno di avere una copertura positiva da parte dei media funziona: Obama è stato tartassato in quest'ultima settimana, dopo le lamentele di HRC. Poi John McCain è ufficialmente il candidato repubblicano alla Casa Bianca.
Infine per i fan: ecco il discorso di Obama (sempre signore: riconosce la vittoria di Hillary e si congratula com McCain), quello di Hillary (che sembra Rocky che ha appena battuto Apollo Creed) e quello di McCain che era l'unico con qualcosa di sostanzioso da festeggiare (deludente come sempre, ma il suo non saper fare discorsi ormai è catalogato come un'arma vincente).
New York Times, Newsweek, TPM, Wall Street Journal, Slate, Los Angeles Times
