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La persuasione e la retorica

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Gideon Rachman - sul FT - si distingue dalla massa dei commentatori - io sono tra questi -  folgorati dalla capacità retorica di Barack Obama. In pratica, dice, le parole di Obama non parlano di esperienze reali - cosa vuol dire "the fierce urgency of now", ora? -, ma sono solo prese a prestito per sortire l'effetto voluto. Una sorta di "embrassons-nous" da gruppo d'appoggio, più che vera politica. Il colpo basso è il paragone con le parole di  un personaggio di Peter Sellers e che potrebbero essere infilate in qualunque discorso di Obama:

"Let us assume a bold thrust and go forward together. Let us carry the fight against ignorance to the four corners of the earth, because it is a fight that concerns us all."

Il fatto è che, nota Rachman, Obama è anche altro, oltre ad essere un abile politico che ha capito che conta più l'empatia dei dettagli del programma:

Bill Clinton has said sniffily of Mr Obama that "I think action counts more than rhetoric". The argument of Hillary Clinton's campaign is that just because Mr Obama gives great speeches, it does not mean that he will be a great president. I would reverse that. Just because Mr Obama gives lousy, empty speeches, it does not mean that he will be a lousy, empty president.

Financial Times

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