Ecco invece alcuni link per analizzare - in modo meno antipatizzante - l'arte retorica di Barack Obama.
- Alec McGillis - sul WP - nota come l'arma vincente di Obama, sia la più vecchia di tutte: la retorica, cioè l'arte di convincere tramite un discorso (o, più platonicamente l'arte di rendere forti gli argomenti deboli, che per me, debosciato nichilista, vale come una medaglia).
- Micah L. Sifry - su TechPresident - nota come YouTube abbia per la prima volta sovvertito il trend verso i "sound-bites" che pareva inarrestabile. Il nuovo medium e il nuovo formato premia i discorsi lunghi e ben argomentati. Sempre retorica, ma di altro tipo. Nella quale Hillary - che dà il meglio nelle battute sarcastiche e annichilenti - si trova come un pesce fuor d'acqua.
- La retorica e l'empatia poi - assieme alla parte abitata della Rete - danno luogo a due fenomeni. Il formarsi di un vasto seguito di "brand evangelist" (definizione un po' troppo markettara, ma l'articolo è preso da Advertising Age) e l'esplosione dei contributi in Rete, una forma di - ecco il neologismo - crowdfunding.
Washington Post, TechPresident, Advertising Age, Crowdsourcing
